05 Settembre 2021

Costruire un confronto costruttivo

Luigi Penzo
Costruire un confronto costruttivo

Finita l’estate, si ritorna ad affrontare tutti i problemi quotidiani, quelli stessi che spesso ci portiamo dietro da decenni e che il Covid ha “nascosto” in questo periodo di emergenza.
Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di un anno, sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente: prima o poi la luce ritorna e tutto ricomincia come prima. Anzi ritorna con una forte dote, il piano europeo di sostegno, in cui dovrebbero esserci progetti chiari e definiti di crescita, di cambiamento, di sviluppo.
Il concetto alla base è quello di recuperare serietà nei programmi e possibilmente, prestigio e competenza, abbandonando il modo con cui spesso si sono disegnate le riforme, con interventi parziali, dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che invece richiede proprio serietà e competenza.
Spetterà alle Amministrazioni pubbliche e Private, guidare le nostre città, e spetterà a tutti noi, ai giovani in particolare, guidare la comunità verso questa crescita innovativa, inclusiva ed equa.
L’altro giorno, discutendo con alcuni amici, ci siamo domandati se la nostra generazione, quella nata negli anni ’50-60 abbia fatto tutto il possibile per migliorare la nostra comunità, così come i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltremisura.
La comunità dove viviamo, i gruppi associativi, le forze sociali, e noi stessi ci poniamo questa domanda, quando vediamo nel nostro paese ed anche in Assisi, interventi, decisioni, riqualificazioni, brutte ed incompatibili con il territorio stesso. Non possiamo eludere questa domanda quando si aumenta il debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse.
La cultura è un grande fattore di crescita e di creazione di opportunità per le nuove generazioni, i settori culturali e creativi rappresentano di per sé importanti motori economici e sono fonte significativa di posti di lavoro e di reddito, anche se spesso noi fatichiamo a dimostrare il nostro orgoglio per il nostro patrimonio.  Assisi è impregnata di cultura, il territorio attorno ne è degna cornice, eppure non si è sviluppato in questo periodo un dibattito costruttivo su questo tema.
Riconoscere l’impatto sociale dei settori culturali e creativi, per i giovani, è importante, credo sia necessario realizzare uno spazio ed un processo per discutere di idee e progetti, spingendo la politica e la società civile a confrontarsi in maniera costruttiva.

Ritrovare il senso di fare squadra, superare i particolarismi in vista di un bene comune, per la dimensione comunitaria di Assisi.
Chi ha la responsabilità in qualsiasi campo, dall’educazione all’economia, dall’arte alla religione, dovrebbe avere una visione ampia che non dimentichi la centralità del dibattito, delle idee, del confronto.  Parlando, discutendo e proponendo nascono i programmi condivisi.
Dobbiamo avere anche l’umiltà e la consapevolezza, che noi adulti potremmo imparare dai giovani, l’età non definisce la maturità o l’intelligenza, le loro idee, le loro creatività vanno supportate, per questo è importante un dialogo costruttivo.
Serve la partecipazione di esperti e di cittadini per mettere insieme una visione del futuro della città, nel creare occasioni e spazi di cultura, ritrovare una voce comune per rilanciare iniziative nel campo della musica antica, del teatro, dell’ambiente, della ricerca storica abbinata a luoghi di fede.
Ci sono luoghi che raccontano la storia ed altri che la custodiscono, Assisi incarna entrambe le vocazioni.
Molti cittadini della città, tante persone rimaste nel cuore di noi tutti in passato, si sono date da fare per questo, a loro, specie a quelli che oggi non ci sono più, “dobbiamo” un confronto di idee, un dibattito costruttivo, un impegno delle nostre forze che stimoli decisioni condivise, scelte ponderate. Non potremo poi accampare scuse, non ho visto, non sapevo, non c’ero.

È un obiettivo che riguarda tutti, ora, non domani.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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