08 Luglio 2021

Un programma di “fiducia”

Luigi Penzo
Un programma di “fiducia”

Giorni fa mi sono soffermato molto nel leggere alcuni articoli apparsi sulla stampa, che avevano come tematica la parola fiducia.
Fiducia nella medicina (spesso oggetto di discussione in questa pandemia) nelle amministrazioni, nella
comunicazione, nella politica.
La fiducia è per tutti noi un ingrediente fondamentale, indispensabile per chi si occupa di relazioni pubbliche, necessaria per creare una relazione tra chi è posto ad amministrare ed i suoi cittadini.   
Una relazione cha va di pari passo con credibilità e coerenza, fattori questi molto importanti per poter gestire una città, per far sentire i suoi cittadini parte di un progetto, di una comunità.  Lo abbiamo visto in questi mesi quanto la credibilità sia importante, quanto sia fondamentale coniugare quello che si dice con la tua storia, con il tuo curriculum, con i tuoi percorsi; Lo abbiamo sentito in questi mesi quanto vale la coerenza, non si può cambiare sempre percorso alla ricerca di presenza, di visibilità, senza dimenticarsi che le parole rimangono, si memorizzano.
La fiducia nelle istituzioni pubbliche è la pietra fondamentale in ogni democrazia. Questa diventa ancora più “incisiva” quando girando per le vie di una città ci si imbatte in situazioni di degrado, di abbandono, di vuoto.

Faccio un esempio: un pensiero “Ma come! ti ho dato fiducia quando mi promettevi di rendere la mia città accogliente, aperta al turismo, ospitale, un salotto e poi mi ritrovo con una piazza dove non vi è un minimo di verde, di aiuole fiorite, dove devo stare attento a non farmi investire da auto o pulmini, dove quello che conta è la vendita al turista.

Questo naturalmente vale per tante città d’arte, per Assisi e anche per la città dove io abito.  

 “…Ma non eri tu quello che mi prometteva impegno per il rispetto dell’ambiente, della specificità urbana, di una crescita della città che ponesse al primo posto la bellezza ambientale e la tutela architettonica, ed invece mi giro e vedo solo costruzioni spesso anonime, mancanza di spazi sociali, di piazze e giardini.
Di solito in questi casi la colpa è sempre di chi amministrava precedentemente, erano atti già approvati, è tutto in regola, noi non c’entriamo.
In realtà quella che non è più in regola è la fiducia a cui si è aggiunta una s davanti, una semplice consonante che cambia tutto.
Mai come in questo momento di ripresa economica, in cui tutti si aspettano grandi cose, investimenti, azioni, progetti, dobbiamo stare particolarmente attenti alle parole, alle intenzioni, alle idee.  Siamo in un punto in cui si fa fatica ad individuare la via, a sentirsi parte di una progettualità un poco più lunga di una campagna elettorale.
Questi mesi di stallo, ci hanno riempito di speranze, adesso è il momento di tirar fuori l’impegno, non è più tempo di solo delegare, ognuno di noi deve fare qualcosa nel luogo dove vive, dove lavora, dove studia. Deve essere una fiducia bidirezionale, dove ci si impegna perché altrettanto impegno venga dato.
Nel nostro piccolo anche noi possiamo fare qualcosa, in un quartiere un gruppo di cittadini hanno preso in adozione una piazzetta dimenticata, hanno iniziato a pulirla, a sistemare la propria porta, hanno contrastato con la presenza l’idea di alcune speculazioni edilizie, hanno organizzato eventi ed incontri semplici, solo spesso con l’essere presenti nella piazzetta, nello spegnere i televisori e scendere giù a conoscersi, a parlare, per poi scoprire che c’è quello che suona la chitarra, quello che canta, che disegna, che sa le tradizioni, che viene da un altro paese, e così via. 
Forse una cosa banale, che non sa di niente, ma che alimenta la fiducia e l’aspettativa, che fa crescere l’educazione civica e la consapevolezza di essere cittadini attenti e critici su quanto ci circonda.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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