Viviamo oggi in un momento storico difficile, dove le nostre città presentano un’immagine completamente diversa, a volte strana, a volte stravolta, rispetto un “tempo fa”. Strade e piazze deserte, viali e parchi immersi nel silenzio, attività commerciali chiuse o aperte per poche ore. Si aspetta un tempo nuovo, ma nel frattempo abbiamo davanti una opportunità unica di riprogrammare il tempo nuovo che arriverà. Vi sono due strade davanti: aspettare che l’onda epidemica passi coadiuvati da un vaccino prossimo o approfittare di questo periodo non solo per contrastare e potenziare una sanità pubblica ma anche per pensare a progetti futuri. Per far questo dobbiamo saper cogliere i segnali che la vita ci manda.
L’Europa, tanto bistrattata, offesa e spesso assente, ha saputo risvegliarsi e sta dando anima e corpo ad un progetto di Nuova Europa giovane, puntando su alcuni punti importanti, una economia legata alla sostenibilità, una tecnologia aperta a tutti i 27 paesi, un impegno forte nell’ambiente. Le politiche di coesione promesse se ben utilizzate sono l’occasione per risollevare le nostre comunità, provate dalla crisi economica e sociale.
In tanti articoli pubblicati su Assisi Mia, emerge con chiarezza la volontà di avere un turismo diverso dal mordi e fuggi, di avere spazi pubblici, una mobilità diversa, un commercio legato al territorio. Alcune città hanno già, con poche risorse oggi ma con tanta fantasia e capacità innovativa, modificato la dinamica dell’accesso stradale, adeguato intere strade a percorsi ciclabili e pedonali, ripreso possesso di edifici e terreni abbandonati per riportarli ad essere fruiti e fatti propri dai cittadini ( ed in futuro del turista). Dobbiamo già pensare ad una Assisi dinamica ed aperta, dove chi arriva trova una ricchezza dell’Italia, quale essa e.
Ho letto un articolo di Carlo Ratti del Mit di Boston dove dice:
“dovremo andare a creare dei nuovi Masterplan digitali cioè piani regolatori relativi non tanto alla città costruita, quanto alla sua gestione. Dalla mobilità in condivisione, allo sviluppo di piattaforme pubbliche per la raccolta dei dati, fino agli incentivi per un turismo “posato”.
La ricchezza dell’Italia è data dalla diversità e numerosità dei suoi comuni “
Non è tempo di creare autostrade di opinioni a più corsie, ma lavorare insieme per una unica strada, avendo come meta un piano con un chiaro titolo: Assisi: ricchezza dell’Italia e nelle pagine successive iniziare con un sommario di 4 tematiche da sviluppare nelle pagine successive.
Economia legata allo sviluppo ambientale che consenta alla città uno sviluppo legato all’ambiente circostante anzi integrato in esso, sviluppo delle piattaforme digitali sia come mezzo di comunicazione sia di sviluppo di start up legate alla cultura, alla storia della città, ai prodotti territoriali, creazione di nuovi percorsi di accesso alla città ed al suo territorio, anche riprendendosi alcune aree e piazze come spazio sociale, pedonale, ciclabile.
Dialogo e consultazione continua tra le varie componenti della società civile, sociale, religiosa, da sviluppare all’interno di tutto il territorio non solo del comprensorio ma allargato.
Vi è una ricchezza enorme nascosta dentro queste componenti, cerchiamo di tirarla fuori, coinvolgendo soprattutto chi vuole rimettersi in gioco, giovani e non giovani, ognuno farà la sua parte, chi metterà alla luce le ricchezze culturali, chi metterà in primo piano l’artigianalità delle opere, chi porterà la ricchezza della terra, chi porterà spazi di incontro e di socialità, chi porterà gioia ed incontro.