30 Settembre 2020

Un nuovo turismo aiuterà Assisi

Luigi Penzo
Un nuovo turismo aiuterà Assisi
Assisi old town street view in Italy

Le nostre città d’arte hanno vissuto un’estate difficile, un’estate strana, alla ricerca di quei turisti che “qualche tempo fa” riempivano le nostre piazze, le città, i parcheggi, spesso in maniera caotica, alla ricerca di souvenir uno uguale all’altro. Quelle piazze oggi appaiono più vuote, leggermente deserte, ci si tiene a distanza uno dall’altro, con la mascherina addosso, e questi spazi mostrano ancor di più la loro bellezza, l’integrazione e la condivisione con l’ambiente naturale circostante.
Avendo queste immagini negli occhi, è il momento di pensare ad un turismo nuovo, modificando i vecchi schemi e modelli, perché questa situazione di Coronavirus, voglia o non voglia, ha trasformato tutto.
Dobbiamo ribaltare il concetto di visita turistica fine a se stessa, ed integrarla nel concetto di “Accoglienza turistica”.
Vieni ad Assisi, ci vieni per tre motivi: la religiosità, la storicità, la serenità dell’ambiente.
La Chiesa ha certamente un ruolo importantissimo nella vita cittadina, Francesco e Chiara rappresentano ancor oggi un elemento di richiamo enorme, attirano migliaia di fedeli per la visita delle chiese, conventi, monasteri. Attorno a questo, nel corso degli anni è stata capace di organizzare eventi non solo religiosi ma culturali, come il Cortile di Francesco, di grande valore.
La storicità della città non sempre viene valorizzata come dovrebbe, appare solo un medioevo diffuso, spesso falsato da interventi, ma con tanti elementi nascosti. La storia dovrebbe invece entrare in un circuito di accoglienza, che porti il visitatore a comprendere e capire gli strati storici presenti, a partire dal periodo romano ( con un museo all’altezza dell’importanza), le mura, l’anfiteatro, integrandolo in un viaggio più grande che coinvolga località vicine. I tesori del Medioevo vanno tirati fuori, riscoperti, fatti vedere, magari con prestiti esterni, tolti da archivi e magazzini polverosi. L’ottocento ed il primo novecento hanno portato in città personaggi incredibili, che spesso sono solo citati in ricerche, ma non alla conoscenza del visitatore. La storia moderna ha visto Assisi al centro di tematiche sociali ed ambientali, con eventi internazionali, che meritano di essere oggetto di mostre, di visite.
La serenità dell’ambiente rappresenta una terza carta da giocare, in quanto la città ed i dintorni sono effettivamente di una bellezza ed autenticità unica. Le case, le strade, i vicoli, fanno parte integrante di questa natura, l’abbelliscono con angoli meravigliosi, silenziosi, dove la luce trova i suoi momenti migliori.

Il progetto dovrebbe far capire che l’accoglienza moltiplica le possibilità di incontro e gli scambi culturali se fa parte di un soggiorno più lungo, un’accoglienza diffusa, integrata tra alberghi, airbnb, affittacamere, ma operanti in comunità coordinata, responsabilizzata. Chi arriva indipendentemente da dove alloggia deve avere la sensazione che dietro vi è una comunità pronta ad offrirli aspetti religiosi, storici, ambientali, INSIEME, e magari valorizzati da una enogastronomia da scoprire, nei negozi, negli esercizi, alla luce, non nascosta dentro cucine ricavate in spazi interni.
In un articolo recente di Carlo Ratti, ho letto questa frase: “se si valorizzasse la capacità di partecipazione ad una comunità più della disponibilità del portafoglio, si potrebbero anche redistribuire i flussi turistici tra destinazioni diversamente appetibili”.
Penso ad una visita ad Assisi che sia parte di queste tre accoglienze, magari anche separatamente o integrate tra di loro, per costituire un’esperienza di viaggio multipla, magari anche preparata (quelle di più giorni) con piattaforme on line, che in anticipo suscitino curiosità, passione, scoperte…
In tutto questo, un ruolo fondamentale deve essere il coinvolgimento della comunità, per ripensare le attività commerciali, una viabilità diversa che non parta solo in un tragitto dalla Parte de sotto alla Parte de Sopra, ma che con percorsi mirati porti a conoscere il “diffuso” presente.

Iniziamo ad offrire ai giovani queste opportunità di intervento, ascoltiamo i loro progetti, discutiamone, senza chiudere subito le porte.
Non si può più sprecare tempo, spazi, risorse.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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