10 Settembre 2020

Un Nuovo Mondo per i nostri giovani

Luigi Penzo
Un Nuovo Mondo per i nostri giovani

La nostra società sta cercando con mille difficoltà di riprendersi dall’epidemia di Coronavirus, si stanziano aiuti per tante fasce di popolazione, per stimolare una ripresa dell’attività economica e sociale. Molti sono gli stimoli a “cogliere il cambiamento, progettare la ripartenza”. Il nostro paese – lo ha detto ieri il Presidente della Repubblica – ha dato prova, ancora una volta, delle sue energie morali e civili”. Tutti noi siamo ora chiamati a dare maggiore qualità, più coscienza di comunità, per un nuovo sviluppo che rispetti la natura e superi le difficoltà esistenti. Soprattutto lo dobbiamo alle nuove generazioni, ai ragazzi delle scuole e delle università, bisognosi di nuove occasioni e stimoli.
Leggevo ieri in un quotidiano “… la tutela dei nostri beni primari, l’agricoltura a misura d’uomo, il patrimonio delle nostre bellezze artistiche e naturali passa attraverso i nostri giovani, ragazzi e ragazze, per loro dobbiamo prendersi cura di tutto questo. La stessa Europa, nel suo programma di investimenti chiede di investire in una economia green, ad una tecnologia allargata a tutti, nella crescita culturale della società, ad una umanizzazione del lavoro”.
Sicuramente le problematiche che può avere una grande città sono diverse da quelle di una città piccola, dove convivono più esigenze territoriali, dove storia e cultura si mescolano ad un turismo diversificato (culturale, religioso, enogastronomico…)
Prendiamo per esempio le problematiche dell’Università dove fino a ieri le proteste degli studenti erano rivolte ad avere più aule didattiche, più borse di studio, più laboratori di ricerca, più aiuti alle famiglie. Per tutto questo, per decenni ogni anno scioperi e cortei si contendevano nelle giornate autunnali ed invernali le piazze maggiori. Oggi, quasi tutte le università presentano nei mezzi di comunicazione informazioni per… investimenti per accogliere e sostenere le matricole, garantendo qualità dei corsi, inclusione e affermazione dei meriti, affinché nessuno debba rinunciare a studiare (non sono parole mie, sono tratte da avvisi stampati sui giornali).  Quello che per anni si è chiesto e purtroppo non avuto, oggi è proposto, senza nessuna protesta. Strano questo mondo.
Per anni sono andato a scuola in bus e treni dove si veniva schiacciati come sardine, in piedi pur avendo pagato un biglietto o un abbonamento regolare, veniva accettato così, si protestava per avere qualche corsa supplementare, ma spesso avveniva una volta e poi si ritornava come prima. Ora tutti seduti con mascherina, evitare gruppi in piedi, entrare ed uscire con regolarità. Ricordo certe scene di quando aprivano le porte del bus e come acqua impetuosa ci si riversava a terra. Oppure si andava con una vecchia bicicletta che ora invece puoi acquistare con contributo e addirittura sostituirla con un monopattino. Strano questo mondo.
Fino ad ieri quando andavi in un ufficio a ritirare un documento o ad effettuare una operazione amministrativa, ti lamentavi delle file lunghissime a cui eri costretto. Ora puoi prenotare l’appuntamento, entri dentro solo tu o poche altre persone, e stai fuori all’aperto ad aspettare il tuo turno. Strano questo mondo.
È cambiato molto, tanto, nel male e nel bene, per questo dobbiamo dare spazio ai giovani, perché quello che oggi si dovrebbe fare passa sulla loro vita futura di adulti.
La mia città, come Assisi stessa, deve rimodellare la sua vita, il suo stato attuale oggi ed il suo sviluppo domani. Le università oggi hanno l’esigenza di allargare il proprio orizzonte a nuove forme di studio, che possono essere fatte non solo nel campus centrale ma in forma ibrida anche in campus minori, collegati con la tecnologia al centro direzionale. Allora perché non pensare, sfruttando gli spazi, gli edifici, ad un piccolo campus universitario nel comprensorio Assisi-Bastia-Foligno, sviluppando aree di sviluppo del territorio (storia antica, nuova economia, musica, informatica, gastronomia). Il comprensorio può offrire costi, tipo di vita, rapporti umani, che oggi sono ricercati non solo nelle scuole ma anche nelle aziende.
Ed i trasporti, diamo spazio a queste benedette piste e zone ciclabili, dove oggi lo sviluppo dei mezzi può permettere spostamenti anche medio lunghi con poco inquinamento e soprattutto integrati nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
Rimane poi il mondo del turismo, un editoriale di Carlo Cianetti ci faceva notare come il turismo è cambiato in queste ultime settimane estive, non di massa ma più individuale, culturale, alla ricerca della semplicità, forse un turismo più lento, ma proprio per questo da analizzare e comprendere. Magari si scopre che può essere condiviso con una ospitalità diffusa, con l’artigianato, con i lavori antichi, con la campagna, con l’ambiente.
Vi sono aspetti interessanti per tutto questo, l’importante è al più presto capirlo, comprenderlo, anziani e giovani, insieme.

Strano questo mondo, chissà se Nuovo.

Luigi Penzo
Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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