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Le Storie di Assisi

Mi ricordo una Assisi ripopolata e senza pullman…

Mi ricordo una Assisi ripopolata e senza pullman…

14 Luglio 2020

di Paolo Berdini *

Assisi senza pullman turistici me la ricordavo da adolescente. Nelle gite familiari si incontrava ancora qualche bottega artigianale e nei due parcheggi allora esistenti non c’erano torpedoni. I turisti riempivano strade e piazze e la vita brulicava nella città murata.
Tornando da una giornata assisana il primo sabato di luglio, mi è tornata in mente quell’impressione di 50 anni fa. Non avevo infatti incontrato nessun pullman. Il traffico sulla strada di circonvallazione era sostenuto, primo segnale di un auspicato ritorno alla normalità. Ma non c’erano gli ingombranti padroni del turismo di massa. Del resto, anche il parcheggio di Porta Nuova, solitamente presidiato da decine di giganti in attesa del ritorno dei gruppi turistici non aveva l’aspetto affaticato come sempre. Insomma, c’era meno pressione, la città sembrava funzionare senza affanni.
Ogni anno arrivano ad Assisi circa sei milioni di turisti. In media, 20 mila persone al giorno si aggirano nelle strade e nelle piazze del centro antico dove – il dato è della regione Umbria e risale al 2011 – abitano poco più di 2 mila abitanti. Ecco la monocultura del turismo che divora le città d’arte.
Per riequilibrare questa patologia urbana, c’è un unico modo. Reintrodurre residenza nel centro storico.  Ma una volta ripopolata, come risolveranno l’esigenza di parcheggio le nuove famiglie? E ancora. Fino a quando le meravigliose strade antiche dovranno funzionare come un parcheggio a cielo aperto?  E allora ritornano utili i pullman, strumento indispensabile per far riprendere l’economia assisana, ma che potrebbero essere utilizzati in altro modo. Solo la nostra pigrizia ci impedisce spesso di vedere un futuro migliore.
Dai ricordi adolescenziali devo dunque un pensiero che va preso come un auspicio, un sogno, una piccola utopia. Un salto evolutivo della vita urbana – quella scossa che ci vuole dopo la crisi della pandemia – potrebbe venire dal lasciare i pullman turistici in pianura, alle spalle di Santa Maria degli Angeli in un nuovo servizio di mobilitò da cui si può salire agevolmente su un tram, tanto piccolo da non sembrare fuori scala rispetto alla delicatezza delle vie del centro e tanto innovativo da fornire il segno della modernità di cui c’è urgente bisogno. Un tram che potrebbe ridare nuova vita alla parte bassa del centro storico, percorrendo il rettifilo trecentesco di borgo San Pietro e via Sant’Apollinare, fino al Vescovado, oggi marginali per oggettive difficoltà di accesso.
Dal Vescovado il percorso è meno agevole, ma conosco molti giovani esperti, dotati di grandi nozioni tecniche e soprattutto desiderosi di mettere a disposizione del futuro delle comunità urbane le loro idee basate su nuovi paradigmi culturali come quello dell’ecologia integrale. È ora di metterli alla prova.
Assisi diventerebbe una città arroccata che scruta da lontano il “porto” da cui arrivano i sei milioni di turisti che salgono in città con un mezzo silenzioso e non inquinante. La circonvallazione tornerebbe ad essere una strada piacevole da percorrere. I parcheggi vuoti di torpedoni, infine, potrebbero essere l’asso nella manica per fornire parcheggio ai nuovi e ai vecchi residenti così da vuotare le strade parcheggio del centro antico. Bisogna soltanto provarci.

*Urbanista e scrittore

Mi ricordo una Assisi ripopolata e senza pullman…

di Paolo Berdini *

Pubblicato in data 14 Luglio 2020