27 Novembre 2022

Vivere poetica-mente.

Claudio Volpi
Vivere poetica-mente.
Il sole (dettaglio) di Edvard Munch

Ancora qualche poesia di Gaetano Mollo con alcune sue riflessioni. “Vivere poetica-mente costituisce il riscontro interiore, che dalle percezioni del mondo, riscontrate nell’interiorità, rimanda ad una rappresentazione simbolica, dove la parola assume una pregnante capacità evocativa. Questo è ciò che compete e spetta ai poeti. In definitiva, è attraverso il pensare poetico che si può immaginare un nuovo mondo possibile: un mondo trasfigurato, migliore di quello presente, dove acquista pieno diritto di cittadinanza l’affettività, l’emotività, la ragionevolezza, e soprattutto la giustizia e la bellezza. Per questo, si può vivere poeticamente anche senza scrivere versi. Si tratta della percezione di una realtà trascendente, da intuire nella sua essenza e da vivere nell’interiorità del nostro essere. Vivere poetica-mente è osservare, meravigliarsi, com-patire, con-gioire, apprezzare, immaginare, sognare e contemplare. È cogliere immagini mentali, che manifestano idee e concetti non per astrazione ma per percezione intuitiva. È trascendere l’apparenza dei fenomeni e cogliere gioie e dolori, bellezze e bruttezze, giustizie e ingiustizie, meschinità e sublimità come dimensioni dell’anima e consapevolezze della mente”.

Verrà

Come folgore notturna
a illuminare l’ansia
tra lo stupore del bimbo
e l’attesa del vecchio.

Verrà
come tempesta oceanica
a sconvolgere le rotte
di tutti i calcoli fatti a terra.
A rischiarare la mente
dell’uomo indaffarato.

Verrà
a consolare il disperato
ad umiliare il superbo
a sollevare l’afflitto.
Come vento monsonico
sconvolgente e ristoratore
a distruggere tutto
per ricreare vita
dove la noia ricca
ha sepolto
la speranza povera.

Verrà
e sarà di nuovo
l’alba del mondo
a colorare le foreste
a disegnare le vette
a far danzare il mare.

Voglia di essere
sempre agognata
misteriosamente nascosta
nel sogno di Dio.

Rughe di vita

Queste rughe di vita
sopraggiunte tardi
senza accorgersene.

Formatesi col tempo
scolpite dal dolore
mano a mano.

Come un fiume antico
a comparire scarnito
dallo scorrere dei secoli.

Con dentro l’animo
ancora bambino
a giocare coi sassi.

Richiamando sorgenti
dai volti sorridenti
di chi ti ha amato.

Gettando lo sguardo
nella lunga valle
dove tutto confluisce.

Come la prima volta

Guarda il mondo
attorno a te
come lo hai visto
la prima volta.

Risvegliando al mattino
lo stupore del bimbo
al sorriso della mamma
pronta per la colazione.

Esci da casa
col passo deciso
per i tuoi doveri
come fa il papà.

Ritrova gli amici
per affrontare assieme
i problemi del giorno
uno alla volta.

Scopri i tuoi doni
e quelli degli altri
come fosse sempre
il primo incontro.

La vita svela l’amore
solo se la affronti
come fosse sempre
la tua prima volta.

È sempre amore

Quello del bimbo
al primo sorriso
baciato dalla mamma.

Quello del fanciullo
a giocare fiducioso
con l’amico del cuore.

Quello del ragazzo
a palpitare timoroso
al primo incontro.

Quello dell’uomo
che pensa ai figli
a dar senso al lavoro.

Quello del vecchio
che riscopre l’anima
a dialogare con l’eternità.

Quello di tutti noi
quando gioiamo assieme
o soffriamo da soli.

È sempre amore
che vibra dentro
nel grembo dell’infinito.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

Seguici

www.assisimia.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]