09 Agosto 2026

T’incontro qui dove non sei mai stata.

Claudio Volpi
T’incontro qui dove non sei mai stata.
Mark Rotko - 'Untitled 1952-1953'

Oggi torniamo su uno dei migliori poeti italiani, Francesco Scarabicchi.

 

Il giorno nuovo

A Giacomo

 

Cerca la luce

d’ogni temporale,

nel fulmine e nel tuono

il varco aperto.

Sempre la quiete

segue la tempesta

così come l’età

che chiama l’età nuova.

In ogni adesso

è il poi che potrà essere,

nessuna fuga

ti darà il futuro,

il commuoversi muto

dei tuoi sensi

che guida ad ogni passo

chi lo cerca.

 

Arriverà e già sarai altrove,

inseguitore strenuo

d’orizzonti,

sentinella dell’alba,

nel chiarore che annuncia

il giorno nuovo nell’aurora.

 

Dies Solis/dies Domini

Da tanta solitudine del Sole

O dall’accesa verità del fuoco

Mai consonante fu meglio

offerta al dono

E alla virtù che il nome

in sé conserva;

Nulla decide

nel segno della festa

Il suo solstizio eterno,

il suo equinozio

Che chiama ogni stagione

al suo concilio

Anno del mai,

l’invitto signore del riposo.

 

Luglio

Mese dell’oro

e della mietitura,

fuoco di segno fisso,

girasole,

 

luna di re e bastiglia,

millenaria

controra di torpore

e di penombra.

 

Clausola

S’apre di nuovo

ciò che qui si chiude,

l’alfabeto contento,

i sostantivi,

la sua discreta musica,

la  vela che guarda

all’orizzonte degli approdi,

al giungere sul limite,

al tornare.

 

Il giardino nascosto

Sosta d’un breve viaggio.

Oh, le antiche memorie del presente

convocate fra gli archi e il gelsomino.

 

T’incontro qui

dove non sei mai stata,

ti riconosco senza averti vista,

ti chiamo come

se sapessi il nome,

tu che manchi

senz’essertene andata.

 

Antico come ogni futuro.

 

La fioritura

e poi l’autunno spento,

invisibile muoversi

del verde,

foglia che cade

e fuoco delle gemme,

pazienza e meraviglia

d’ogni luna che s’accompagna

al mese più propizio.

 

Sono dove non sai

d’essere stata,

magari sulla sedia

a cui più manchi

e sento appena il vento

ch’è passato

senza lasciare traccia.

 

Può essere eterno

il pomeriggio pigro.

 

 

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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