Nella sua voce il dono della poesia intriso di una mortale premonizione.
Alba
Abril de 1919
(Granada)
Il cuore pieno di angoscia
sente insieme con l’aurora
il dolore degli amori
e il sogno delle distanze.
La luce dell’alba reca
semenzai di nostalgie
e la tristezza senza occhi
delle midolla dell’anima.
La gran tomba della notte
innalza il suo velo nero
per nascondere col giorno
l’immensa cima stellata.
Cosa farò in questi campi
a prendere nidi e rami,
circondato dall’aurora
e piena di notte l’anima!
Cosa farò se tu hai gli occhi
morti per le luci chiare
e la mia carne non sente
il calore dei tuoi sguardi!
Perché ti ho perso per sempre
in quel pomeriggio chiaro?
Oggi ho il petto inaridito
come una stella ormai spenta.
Casida del pianto
Ho chiuso il mio balcone
perchè non voglio udire il pianto,
ma dietro i muri grigi
non si sente altro che il pianto.
Ci sono pochissimi angeli
che cantano,
ci sono pochissimi cani
che latrano,
mille violini sono
sulla palma della mia mano.
Ma il pianto
è un immenso cane,
il pianto è un immenso violino,
le lacrime
imbavagliano il vento
e non si sente
altro che il pianto.
Congedo
Se muoio,
lasciate il balcone aperto,
il bambino mangia arance.
(Dal mio balcone lo vedo.)
Miete il grano il mietitore.
(Dal mio balcone lo sento.)
Se muoio,
lasciate il balcone aperto!