“A volte la poesia mi pare una luce che illumini qualcosa che, altrimenti, non vediamo…La luce arriva spesso dai luoghi che coltivano l’oscurità” (Gim Evangelista). Tre poesie che ci sono piaciute scovate da Luca Mastrantonio.
I bambini si rompono facilmente
I bambini si rompono facilmente
si rialzano ma solo
per non darti pensiero
sembra che vada
tutto bene
ma non è vero
i bambini si rompono
se non alzi la testa
se non ridi mai
si rompono molto prima
di volare giù per le scale
si rompono per molto meno
se il loro letto
cambia di continuo
se bari
se li vuoi comprare
se mangiano
troppo spesso da soli
se non c’è una porta
tra dentro e fuori
se non ti ricordi
nemmeno questa volta
e a lungo aspettano
sopra i marciapiedi
esce da loro un sangue
che non vedi
rotti spezzati cercano
riparo dentro un albero
affondano le mani
nel pelo folto di un cane
seguono con un bastone
un fiumicello
spezzati e rotti
gridano senza parlare
tirano giù a sassate
un nido d’uccello
rompono le uova a terra
mentre dal guscio
del loro petto
esce liquido
un pallido sole gemello.
Silvia Vecchini (1975)
Al cimitero
È un bel posto, il cimitero.
Pieno di vita
La domenica mattina.
Vecchiette malferme
competono
Per bottiglie vuote
Hanno un passo svelto,
non te lo aspetti.
Mi perdo tra mille foto
Mille vite che furono
Conto gli anni
Immagino i sogni
Tutti furono bambini
Incredibilmente
Passo oltre le cappelle
Edificate a Gloria
Ricaccio indietro
Un pensiero nero
Che sa di cenere
Tra uccelli e lumini
Alberi e fontanelle
Incontro lei
Avrà avuto quanto?
Vent’anni?
Un disegno attaccato
alla sua tomba
Squarcia il tempo
E lo spazio
“ Mamma sei bellissima”.
Gim Evangelista
Agente Immobiliare
(iscr. Albo 647)
Sta finendo questo maggio
Sta finendo questo maggio.
Lo aspetto,
e non delude
se non per il fatto
che passa.
Lo preferisco a quello che,
verde,
lo precede e lo annuncia,
e anche a quello che,
giallo,
lo segue.
Chiude una porta, maggio,
e un’altra ne dischiude.
E’ messaggero.
Non ancora troppo caldo,
non più fresco.
Lo aspettavo, un tempo
per i prati e le lucciole,
le notti di stelle.
Adesso è lo stesso.
E come tutto ciò
che anelo
lui giunge
e corre e passa.
L’attenderlo è già
un maggio.
E il ricordarlo:
è maggio ancora.
Giulia Rondine
Cacciatrice di teste