25 Maggio 2025

Una luce

Claudio Volpi
Una luce
Edward Hopper - "the Lighthouse at two light" (Il faro a two light), 1929,

“A volte la poesia mi pare una luce che illumini qualcosa che, altrimenti, non vediamo…La luce arriva spesso dai luoghi che coltivano l’oscurità” (Gim Evangelista). Tre poesie che ci sono piaciute scovate da Luca Mastrantonio.

 

I bambini si rompono facilmente

I bambini si rompono facilmente

si rialzano ma solo

per non darti pensiero

sembra che vada

tutto bene

ma non è vero

i bambini si rompono

se non alzi la testa

se non ridi mai

si rompono molto prima

di volare giù per le scale

si rompono per molto meno

se il loro letto

cambia di continuo

se bari

se li vuoi comprare

se mangiano

troppo spesso da soli

se non c’è una porta

tra dentro e fuori

se non ti ricordi

nemmeno questa volta

e a lungo aspettano

sopra i marciapiedi

esce da loro un sangue

che non vedi

rotti spezzati cercano

riparo dentro un albero

affondano le mani

nel pelo folto di un cane

seguono  con un bastone

un fiumicello

spezzati e rotti

gridano senza parlare

tirano giù a sassate

un nido d’uccello

rompono le uova a terra

mentre dal guscio

del loro petto

esce liquido

un pallido sole gemello.

                                  Silvia Vecchini (1975)

 

Al cimitero

È  un bel posto, il cimitero.

Pieno di vita

La domenica mattina.

 

Vecchiette malferme

competono

Per bottiglie vuote

Hanno  un passo svelto,

non te lo aspetti.

 

Mi perdo tra mille foto

Mille vite che furono

Conto gli anni

Immagino i sogni

Tutti furono bambini

Incredibilmente

 

Passo oltre le cappelle

Edificate a Gloria

Ricaccio indietro

Un pensiero nero

Che sa di cenere

 

Tra uccelli e lumini

Alberi e fontanelle

Incontro lei

Avrà avuto quanto?

Vent’anni?

 

Un disegno attaccato

alla sua tomba

Squarcia il tempo

E lo spazio

“ Mamma sei bellissima”.

                      Gim Evangelista  

Agente Immobiliare

(iscr. Albo 647)

 

Sta finendo questo maggio

Sta finendo questo maggio.

Lo aspetto,

e non delude

se non per il fatto

che passa.

Lo preferisco a quello che,

verde,

lo precede e lo annuncia,

e anche a quello che,

giallo,

lo segue.

 

Chiude una porta, maggio,

e un’altra ne dischiude.

E’ messaggero.

Non ancora troppo caldo,

non più fresco.

 

Lo aspettavo, un tempo

per i prati e le lucciole,

le notti di stelle.

Adesso è lo stesso.

E come  tutto ciò

che anelo

lui giunge

e corre e passa.

 

L’attenderlo è già

un maggio.

E il ricordarlo:

è maggio ancora.

                      Giulia Rondine

                     Cacciatrice di teste

 

 

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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