Per finire con la Gratitudine, e ancora qualche bella poesia di Franco Arminio, ecco cosa dice il grande neurologo, psichiatra e scrittore Oliver Sacks (1933 -2015) nel suo ultimo saggio pubblicato poco prima di morire, intitolato ‘Gratitudine’, dopo aver scoperto di essere affetto da un male incurabile, salutando così i suoi lettori: “…Negli ultimi dieci anni, sono stato sempre più consapevole della morte dei miei coetanei. La mia generazione sta per uscire di scena, e ogni morte l’ho sentita come un distacco, come lo strappo di una parte di me stesso. Quando ce ne saremo andati, non ci sarà più nessuno come noi; d’altra parte nessuno è mai come qualcun altro. Quando le persone muoiono, non possono essere rimpiazzate. Lasciano dei buchi che non possono essere riempiti, perché è destino di ogni essere umano, destino genetico e neurale, quello di essere un individuo unico, di trovare la propria strada, di vivere la propria vita, di morire la propria morte. Non posso fingere di non aver paura. A dominare, però, è un sentimento di gratitudine. Ho amato e sono stato amato; ho ricevuto molto, e ho dato qualcosa in cambio; ho letto e viaggiato e pensato e scritto. Ho avuto un contatto con il mondo, di quel tipo particolare che ha luogo tra scrittori e lettori. Più di tutto, sono stato un essere senziente, un animale pensante, su questo pianeta bellissimo, il che ha rappresentato di per sé un immenso privilegio e una grandissima avventura”.
1
Preghiamo per i corpi,
per il cuore
mai fermo in mezzo al petto,
preghiamo per il rancore
ed il rispetto.
Preghiamo per la gioia
e l’inquietudine,
preghiamo che ogni giorno
sia la festa della gentilezza,
della gratitudine.
Preghiamo che il pensiero
di noi stessi
sia meno opprimente,
che la mente
ogni tanto vada via,
preghiamo per tutto quello
che induce alla vicinanza,
alla poesia.
2
Devi stupirti ogni mattina
per il fatto
che ti sei svegliato.
Quando vai a dormire
ringrazia il tuo cuore
di aver fatto
tutto il giorno
il suo lavoro.
Perdona la tua mente
per le sue ansie.
Ringrazia la tua anima
se ti innamori.
3
Siamo come un lago,
come l’ombra di un ramo
sulla Terra,
come un bicchiere,
come il dorso silenzioso
di una foglia,
fino a quando
non arriva uno sguardo
e comincia
il gioco dell’amore,
fino a quando
l’alba chiusa in un cappotto
frantuma il buio
e cominciano
a tremare le cose,
parte la corriera,
rincasano le stelle,
il barista espone i cornetti,
il vecchio ritrova
la sua vigna.
Io voglio giocarmi tutto,
tutti possiamo
giocarci tutto
senza indugi:
amare adesso
la piega dell’insonnia,
ringraziare il fiato caldo
che fiorisce nella carne,
aprire la danza del giorno
con infinita gratitudine
perché c’è una strada,
perché i muri
sono al loro posto
e da qualche parte
c’è il fiume,
il mare,
la tana di un animale.
C’è tutto,
non c’è nulla di meglio,
la luce riposa
nei tuoi occhi
e si accende
al tuo risveglio.
4
Attenzione
Alla ferita di ognuno,
quella che si vede
e quella che sanguina
all’interno,
nel fosso misterioso
della carne.
Attenzione al bilico
In cui tutti ci troviamo
per il semplice fatto
di passare per il mondo.
Ognuno di noi
torna sempre al suo vizio,
al suo errore.
Per questo ognuno
è da guardare
con commozione,
come se dal suo respiro
dipendesse ogni cosa:
il lievitare della nuvola,
la nascita degli abbracci,
la fioritura della rosa.
5
Mai ci dobbiamo scordare
quanto è fragile
ciò che sta poggiato
sulla riga dei minuti.
Ogni giorno è l’unica,
l’ultima occasione
che abbiamo.
Prometti che sarai
un cielo in cui gli uccelli
stanno bene,
una casa per chi
non ha riparo,
la terra giusta
per il verme,
la bocca pronta
a farsi baciare.
Franco Arminio