Oggi proponiamo i versi freschi di un giovane di grande e numerosi talenti che conosciamo da molti anni, Antonio Spina (Benevento,2001), che abbiamo letteralmente visto crescere, di cui, siamo sicuri, in un modo o in un altro, sentiremo parlare in futuro, per le sue capacità e la sua multiforme intelligenza. Attualmente è uno studente magistrale in Management for Art and Culture (Università Bocconi) specializzando in Visual Art. Ha scritto papers sul rapporto tra le società occidentali e il concetto di ideologia, ma anche sulla musica minimalista, sulla poesia e sulle arti performative. È inoltre giornalista pubblicista, scrive per testate locali campane e per magazine e associazioni universitarie culturali a Milano, ed è assistente di ricerca in ambito di gestione museale con la professoressa Paola Dubini. In questi versi troviamo una sensibilità acuta, con antenne pronte a captare in maniera autentica emozioni esistenziali, con accostamenti di parole e immagini nuove piacevolmente sorprendenti.
1 (2023)
Al riparo di ombre sottili
dentro le macchie
della terra
i miei corpi
si assentano
il silenzio li avvolge
in una nera quiete
scompare la pretesa
del tatto
ne rimane un solo
continuo spirare
è un esercizio
di apparizione
la vita segreta
degli oggetti,
un battito di ciglia
le biografie invisibili
del perduto,
dello smarrito
le trattiene il vuoto
sotto la palpebra
2 (2023)
Piccole pulsioni primaverili
rivendicano antiche premure
attimi,
soffuse rinunce
al rigido
si rigonfiano
in un lento stiracchiarsi
al risveglio di rumori inattesi,
di anticamere erotiche,
erotiche paranoie bluette.
Assenze tra le mie mani
spingo con i pollici
sulle tue guance azzurre
mi sembra di toccarne
il fondo
la fuga dei tuoi
tanti volti invernali
ma ancora insaziabili vuoti
riposano sui
tuoi occhi distratti
e tuoi corpi
si fanno involucro
davanti a me,
un tenue alone
della tua presenza
3 (2019)
I secondi fuggono via
Rimpiazzati da pulsazioni
Da respiri interrotti
Ogni volta
Che schiudi le labbra
Il mondo attende
In sospensione
Un respiro e mezzo
Fisso i tuoi occhi cerulei,
Che sanno di ferro e fiori
Due respiri, 1,2
La luce, gelosa,
Muore sul tuo collo
Tre respiri
Leggo sulla tua pelle
Preziose costellazioni
Cinque respiri
Aloni indistinti
Del tuo odore
Mi sporcano
Nove respiri
Vedo già il tuo
Pallido riflesso rincorrersi
17 attimi,
Foto di pura gioia
L’attesa è bruciata,
Il ricordo cenere viva.
4 (2019)
Dal tuo piccolo sorriso
In alcune notti invernali
Ho sentito dire che fuoriescano
Migliaia di colori profumati
E la leggenda vuole che
Sia impossibile non perdersi
Quando sorridi
In quelle notti invernali
Nessuno è mai tornato indietro
5 (2019)
Risucchio il vuoto
Che c’è tra noi
Con pochi tiri
E non c’è più spazio
Non c’è aria tra le cose
Ci sono solo
Le tue labbra
E dentro te
Il resto del mondo
6 (2019)
Ti ho vissuta per anni
In poche settimane
E sono stato ore a fissarti
Tutta la notte per qualche
Umido secondo settembrino
Mi hai trascinato dentro
Te, dove tutto ha quello stesso
Dolcissimo retrogusto di vita
Ogni lacrima
Ogni sorriso
Ogni parola sembrava già detta
Ogni respiro era superfluo
Ogni sguardo salatissimo
Riparava dalle carezze del vento
Non serviva più nascondersi
Anche se l’odore dell’estate
Era ormai sbiadito
Avevi un canicolare sapore
Di me che bruciava ogni rimorso
Che asciugava ogni peccato
Cercavo redenzione sul ciglio
Di ogni tuo sospiro,
Lasciato a metà
Mi sono ritrovato inerme
Ad assistere
Alla tua lenta marcia