21 Agosto 2022

Sulla scena siamo figuranti

Claudio Volpi
Sulla scena siamo figuranti
Sir Joseph Noel Paton, La lite di Oberon e Titania, olio su tela (1849; Edimburgo, Galleria Nazionale Scozzese).

Tre poesie dalla raccolta ‘Poesie da Spiaggia’, Crocetti Editore, una di Shakespeare (1564-1616) ,  una di  Primo Levi (1919-1987), una di Walt Whitman (1819-1892), così  in poche righe possiamo parlare d’amore, di olocausto e sofferenza, di miracoli.

Sonetto XV

Se penso che ogni cosa di natura
resta perfetta solo brevi istanti,
che sulla scena siamo figurant
a cui le stelle fanno una fattura;
che le creature sono come erbe
cui un solo cielo dà e toglie rigoglio,
dimenticando ogni passato orgoglio,
si fanno marce, ed erano superbe:
il pensiero dell’incostante sorte
al primo sguardo ti offre giovinetto,
mentre poi il tempo vuole con la morte
dare ai tuoi freschi giorni un freddo letto.
Faccio la guerra al tempo per tuo amore:
e più ti strappa, più ripianto il fiore.

W.Shakespeare

 

Il superstite

Since then, at an uncertain hour,
Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia in petto il cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia
Tinti di morte nei sonni inquieti:
A notte remano le mascelle
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c’è.
“Indietro, via di qui, gente sommersa,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno è morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni.”

Primo Levi

 

Miracoli

Chi fa mai caso ai miracoli?
Quanto a me, non conosco altro che miracoli,
Sia che cammini per le strade di Manhattan,
O getti lo sguardo oltre i tetti delle case verso il cielo,
O passeggi a piedi nudi lungo la spiaggia giusto sul filo dell’acqua,
O stia sotto gli alberi nei boschi
O parli di giorno con chiunque io ami, o dorma di notte nel letto con chiunque io ami,
O sieda a tavola a cena co gli altri,
O osservi gli sconosciuti che viaggiano di fronte a me in  carrozza,
O guardi le api indaffarate intorno all’alveare in una mattina d’estate,
O animali che pascolano nei campi,
O gli uccelli, o la meraviglia degli insetti nell’aria,
O la meraviglia del tramonto, o delle stelle che brillano così quiete e luminose,
O la splendida delicata sottile curva della luna nuova in primavera;
Questi, con tutto ciò che resta, sono per me miracoli,
Che riguardano il tutto pur rimanendo ciascuno diverso e al proprio posto.
Per me ogni ora di luce e di tenebra è un miracolo,
Ogni pollice cubo di spazio è un miracolo,
Ogni iarda quadrata della superficie terrestre ne è cosparsa,
Ogni piede di sottosuolo ne brulica.
Per me il mare è un continuo miracolo,
I pesci che nuotano, le rocce, il moto delle onde, le navi con gli uomini a bordo,
Esistono miracoli più stupefacenti?

Walt Whitman

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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