Maria Teresa Horta (Lisbona 1937) resta una poetessa giovane, la freschezza della sua voce deriva da una esigenza di libertà e di giustizia, figlia di una curiosità che interroga e non scende a patti. La sua scrittura è un quotidiano esercizio di una ricerca di comprensione e interrogazione. In molte poesie afferma l’individualità esigente e intransigente declinata al femminile, offrendo una immagine fiera e appassionata, in cui spicca l’erotismo inteso come una dimensione paritaria in cui l’incontro è occasione di reciproca crescita, il corpo si fa linguaggio, e il pudore qualcosa di assolutamente non necessario. “Una poetessa caparbiamente umana, saggiamente trasfiguratrice, domatrice di folgorazioni che traduce in una lingua allo stesso tempo chiara e misteriosa, sempre in grado di spostare l’orizzonte un po’ più in là” (Federico Bertolazzi).
Invento
Perché sarà amore mio
che sempre
nella tua assenza tutto si sospende
e il vizio di vederti è tanto
che in ogni luogo amore
ti invento
Notte
Di notte voglio solo vestito
il tessuto delle tue dita
e sulle spalle la frangia
della fine dei capelli
Sui miei seni voglio il marchio
del segno dei tuoi denti
e la verga delle tue labbra
a farmi male sul ventre
Fra le gambe e sul collo
voglio la pressione più ardente
e della saliva la frusta
della tua lingua silente
Amore mio
Amore mio amore mio
mio profondo segreto
mio segreto angolo
mio travaglio
più assetato
Amore mio
amore mio
mia sete più
pura
mio corpo
mia invenzione
mio futuro lamento
mia grande tenerezza
Mio acceso fuoco
Hai colto i fiori della tua fiamma
spento lentamente
i tuoi sensi
Serenato il corpo
nel suo letto
sguarnito in me
i tuoi motivi
Che la candela accesa recida il mattino
e ne disdica la calma e la parola
Hai colto il mio lamento a poco a poco
Oh mio amore!
Oh mio acceso fuoco!
Poesia al desiderio
Spingi la tua spada
nel mio ventre
affondala lentamente fino alla cima
Che io senta di te
la bruciatura
e il tuo morso sui miei reni
Lascia poi che la tua bocca
scenda
e mi contorni le gambe con dolcezza
Oh amore mio la tua lingua
lega
quel che scioglie di follia
Educazione sentimentale
Metti lentamente le dita
lentamente…
e Sali lentamente
fino in cima
il succo lento che senti
scivolare
è il sudore delle grotte
il loro vino
Contorna il pozzo
lì devi fermarti
scendere, magari
prendere un altro cammino…
Ma metti le dita e Sali
lentamente…
Non avere paura di ciò che ti insegno
Il mare nei tuoi occhi
È il mare, amore mio
nella febbre dei tuoi occhi
È il mansueto fascino
dell’onda che si inventa
È il mare, amore mio
meticcio nei tuoi occhi
È il mirto, la lamentela
la mansuetudine così lenta
È il mare amore mio
la zavorra dei sensi
che affoga negli occhi
senza mai affondarti
È il mare, amore mio
che trasporti negli occhi
e dove io nuoto il tempo
senza mai trovarmi
Il clitoride
Ecco nel fiore
il nervo più antico
nella sua bocca il bocciolo delle labbra
Centro del godimento nel luogo
più intimo
Luogo del corpo
per venire nuotando
Cisterna
cisterna
di tutto l’orgasmo
Toccarti
Toccarti appena
con la lingua
la testa del pene
come se lentamente
lambissi
il mio clitoride
Fino a sentire l’orgasmo
scalarmi
e gambe
Disordine
Guardo il disordine
del letto così disfatto
Il sudore sulla camicia
lo sperma sul lenzuolo
il gemito nell’aria che si disfa ancora
E a volte disteso
in disaccordo
nella penombra della stanza
un barlume di sole
Sensi
Io oso la passione
non la respingo
Ascolto i sensi senza la paura attorno
tocco la tenerezza della rosa
metto l’onda nel deserto
A tutto ciò che è impossibile
apro e strappo il cuore
Sotto colloco la mano
per cogliere l’incerto
Scopro l’amore
nel calore dell’imboscata
infrango regole e impedisco
Scambio il sogno degli dei
con un piccolo niente
Disobbedisco al precetto
e disordino la passione
Tesso e ricamo il mio rovescio
e sbaglio la ragione
Canto della resurrezione
Venuta da dove sono
io torno sempre
Partorita
Dal mio stesso
affetto
Abbatto il buio
rinata
Sono felice del mio mestruo
Orchidea della mia
vita
Sono donna
Sono strega
Sono maga
Nel mio abbraccio
Disobbedisco e invento
Ribello ciò che faccio
Cose
Mi dici cose
di rose
di gigli e di lillà
Mi fai cose
di sete
di segreto assorto
Mi chiedi cose
voraci
rivoltate e loquaci
con radici e con
uccelli
volando fino a perdermi
Convochi cose
rapaci
con seduzioni di piacere