16 Maggio 2021

Spero di morire in primavera, Spero che tu viva nel rimpianto.

Claudio Volpi
Spero di morire in primavera, Spero che tu viva nel rimpianto.

Quante volte abbiamo avuto il cuore spezzato, e abbiamo desiderato per questo di suscitare nell’amato un rimpianto senza fine. È il tema di una poesia di Francesca Genti (1975), di cui consigliamo la raccolta ‘Poesie d’Amore per ragazze kamikaze’.  Insieme, un’altra sua bella poesia dedicata ai nostri saluti spezzati, agli addii che non siamo riusciti a dare e a dire alle persone che ci sono state vicine o che ci hanno lasciato, creando tante linee d’ombra nelle nostre anime.

1

Spero di morire in primavera
con un sole che ferisce e che fa male
spero di essere giovane e vitale
e morire con un gesto plateale
di uno schianto pazzesco in Kawasaki.

Spero che quel giorno dello schianto
tu mi abbia detto delle cose amare
senza avere il tempo di farmi le tue scuse.
Spero che tu viva nel rimpianto.

Spero che l’azzurro di quel cielo
sia per te qualcosa di bestiale
un azzurro del tutto insostenibile
ancora peggio di venire al funerale:

quell’azzurro cielo deve rimanere
un colore senza niente di colore
che il nero in confronto è come il sole
che riverbera sopra il sangue e le lamiere.

2

Io oggi, per esempio, sono triste.
Mi piacerebbe molto passeggiare,
prendere il treno, andare al mare.
Vedere un quadro bello a una mostra,
farmi carina, andare a una festa.
Con un’amica stare a cazzeggiare.
Mi piacerebbe tanto andare al bar,
sedermi al tavolino, bere vino
insieme a un libro di Julio Cortazar.
Un po’ ubriaca osservare gli altri,
sentirli vivi. sentirli chiacchierare,
e ricordarmi degli amici morti,
potere almeno andare al funerale.
Questo è l’Ade, questi sono i morti,
matricole schedate lungo i mesi,
non hanno più illusioni né traguardi
e tu non riesci a indovinare visi.
Questo è il vuoto, questa è la stasi,
questo è il tempo dei non ritorni,
i cinghiali devastano gli orti
e le talpe si accoccolano in tana.
Questo è il lutto, questo è il detrimento,
le tagliole catturano le volpi,
l’eroe arretra per lo spavento,
e i sogni se ne vanno in fila indiana.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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