17 Settembre 2023

Sii dolce con me. Mariangela Gualtieri.

Claudio Volpi
Sii dolce con me. Mariangela Gualtieri.

Dopo il sesso esplicito e forte delle poesie della scorsa domenica, torniamo oggi alla dolcezza ed ai toni delicati di Mariangela Gualtieri.

Sii dolce con me.
Sii gentile.
È breve il tempo che resta.
Poi saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia
avremo dell’umano.
Come ora
ne abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani.
Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance
da sfiorare leggere.

Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà
i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela
dei cristalli
con me
e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più
dell’opera blindata
nei sotterranei
e affettivo e fragile.
La vita ha bisogno
di un corpo
per essere
e tu sii dolce
con ogni corpo.
Tocca leggermente
leggermente poggia
il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo
di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua
e scatto
e becchettio
e schiudersi
o svanire  di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne
sulla tavola
che è
corpo mangiabile
per il mio ardore
d’essere qui.
Ringraziamo.
Ogni tanto.
Sia placido
questo nostro esserci

questo essere
corpi scelti
per l’incastro
dei compagni d’amore.


2
Bambina mia,
per te avrei dato
tutti i giardini
del mio regno,
se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa,
fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio
baracche e spine,
polveri pesanti
su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite
tutto intorno.
Ira nelle periferie
della specie.
E al centro ira.
Ma tu non credere
a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa
e questo mondo
come una palla
alla fine.
Non credere
a chi tinge
tutto di buio pesto
e di sangue.
Lo fa perché
è facile farlo.
Noi siamo
solo confusi,
credi.
Ma sentiamo.
Sentiamo ancora.

Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura
di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa.
Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore.
Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia più grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre.
Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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