Eccoci nel silenzio della notte, quando non riusciamo a chiudere gli occhi, non riusciamo a dormire, non vogliamo cedere al buio, come se chiudendo gli occhi potessimo sciupare il tempo prezioso della nostra vita, è in questi momenti che pensiamo i nostri pensieri inconfessabili. Facciamo bilanci, i nostri amori vicini, quelli segreti, chi non c’è più, il nostro desiderio indomabile che ci spinge a cercare un ultimo bagliore di luce, ancora un po’ di bellezza che ci faccia sentire vivi.
Penso a te
nel silenzio della notte
quando tutto è nulla,
e i rumori presenti
nel silenzio
sono il silenzio stesso,
allora solitario di me,
passeggero fermo
di un viaggio senza Dio,
inutilmente penso a te.
Tutto il passato in cui
fosti un momento eterno
è come questo
silenzio di tutto.
Tutto il perduto,
in cui fosti
quel che più persi
è come questi rumori,
tutto l’inutile,
in cui fosti quel
che non doveva essere,
è come il nulla che sarà
in questo silenzio notturno.
Ho visto morire
o sentito che morirono,
quanto amai o conobbi,
ho visto non saper
più nulla di quelli che un po’
andarono con me,
e poco importa
se fu un’ora
o qualche parola;
o un passeggio emotivo
e muto,
e il mondo oggi per me
è un cimitero di notte,
bianco e nero
di tombe
e alberi
e di chiari di luna,
ed è in questo
quiete assurda
di me e di tutto
che penso a te.
Fernando Pessoa