08 Dicembre 2024

Nel Nome di Maria.

Claudio Volpi
Nel Nome di Maria.
l'Annunciazione di Maria - Particolare del Polittico di San Antonio di Piero della Francesca

“Maria era una donna che aveva in animo la poesia: per lei un angelo poteva essere una visita di tutti i giorni. Anche il pensiero di Maria era angelico, e non esitò a dire il suo sì, a manifestare la sua obbedienza. L’obbedienza non teme la morte né il patimento, chi obbedisce percorre moltissime strade e non è mai solo. Obbedire a Dio era come obbedire all’universo”. Alcune poesie di Alda Merini dedicate a Maria.

 

Io sono la vera Gerusalemme

Io sono la vera Gerusalemme,

sono una città

così alta e segreta

che nessuno mai

potrà raggiungere.

Le mie radici

non sono di questa terra

e invano il demonio

cerca di prendere

il mio principio.

Io sono

la città più alta

da cui

si vedrà l’universo,

e mio Figlio

sarà la conquista

di tutto ciò

che l’uomo non vede.

Io sono colei

che sconfiggerà

la superbia,

l’ingiustizia,

e che con

le sue deboli mani

aprirà il cuore di Dio

alla misericordia

per gli uomini.

Io sono

la bandiera della fede,

io sono

l’umile ancella

che servirà i più umili.

Io che obbedisco

alle forze della natura

e che dalla natura

sono stata creata

vanto un diadema di perle

che sarà

più dolce e flessibile

di ogni acqua.

Io sono l’acqua del battesimo,

sono la mano pura,

il cantico di ogni creatura.

Io verrò liberata

dagli inganni

e a mia volta

libererò gli altri.

Io libererò i demoni,

li farò

trasalire di paura,

li annienterò

col mio sguardo dolce.

Essendo stata accolta

benevolmente  da Dio

sentirò la forza

di mille corpi

nel corpo,

perché Dio

ha mandato me

come un agnello,

come manderà

mio Figlio,

come unici

apostoli della fede.

 

Mi sono aperta come un libro

Mi sono aperta come un libro

davanti a Te,

un libro pieno

di misure terrestri,

un libro pieno

dei fiori della giovinezza,

Signore,

un libro pieno

dei miei sospiri d’amore.

E ad un tratto

Tu sei comparso,

per me,

che ero velata d’azzurro,

per me che godevo

la tenerezza della mia adolescenza,

per me,

che mi sentivo giovane

e pronta a tutte

le battaglie della vita,

per me, che avevo

lo scudo della parola.

 

E avevo perso di vista

E avevo perso di vista

i miei piccoli piaceri terreni

e gridavo senza

essere udita

che volevo

le mie compagne,

che volevo

tornare da loro,

che volevo mia madre.

A chi avrei

potuto raccontare

che ero

stata allontanata

dai venti

della mia preghiera?

Come avrei

potuto raccontare,

io che sono

umile di natura,

che tu

mi avevi prescelta

e mi avevi

baciata in fronte

e poi sulla bocca?

Ma nella Bibbia

è scritto

che la donna

deve partorire

e tu non mi hai sottratta

a questo dolore,

perché io avrei tenuto

nel mio grembo

l’uomo Dio,

che non si sarebbe sottratto

ai dolori dell’uomo.

 

Se tu sei la mia mano

Se Tu sei la mia mano,

il mio dito,

la mia voce,

se Tu sei il vento

che mi scompiglia i capelli,

se Tu sei

la mia adolescenza

e io ho il diritto di servirti

e il dovere,

perché l’adolescenza

non ha mai

chiesto nulla

alle sue stagioni.

Tu mi hai presa

perchè io non ero

una donna

ma solo una bambina

e le bambine si accolgono

e si avvolgono di mistero.

Tu mi hai reso donna,

Signore,

e la donna è soltanto

un pugno di dolore.

Ma questo pugno

io non lo batterò

verso il mio petto,

lo allargherò

verso di Te

con una mano

che chiede misericordia.

Tu sei la mia mano,

Signore,

Tu sei la vita,

e quando una donna

partorisce un figlio

la disgrazia e l’amore

abitano in lei

come il dubbio

della sua esistenza.

Tu mi hai redenta

nella mia carne

e sarò

eternamente giovane

e sarò

eternamente madre.

E poiché mi hai redenta

posi vicino a Te

la pietra

della Tua resurrezione.

 

1

Tu sei bella,

pellegrina di fede,

nessuno è mai riuscito

a rappresentarti

perché sei un sospiro,

e anche se Dio

ha voluto vestirti

di panni di materia,

lo Spirito ha guidato

talmente in alto

il tuo cuore

da rapirti perennemente

in estasi.

 

2

Sei la povertà

e la ricchezza,

il sogno e

la contraddizione,

la volontà di Dio

e la volontà dell’uomo,

che tu educhi

alla contemplazione.

Il dolore è la tua casa,

è la casa del mondo,

eppure tu sei

la regina degli angeli,

la regina nostra,

la regina di tutti i tempi.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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