Prendiamo a prestito alcune parole del grande autore siriano Adonis, oggi novantaseienne, nell’intervista data pochi giorni fa al quotidiano Repubblica.
Domanda: ‘In questo mondo che cosa può fare la Poesia?’. Risposta di Adonis: ‘Può avere un ruolo solo se resta radicale. E resta radicale solo se il poeta non si fa cantore di una causa già stabilita o dell’ideologia. La poesia non serve a fornire risposte ma a interrogare il mondo. È un gesto di liberazione interiore come l’amore, l’amicizia, l’arte. Tutte cose marginalizzate. Il pubblico si riduce non perché la poesia abbia perso la sua necessità, ma perché il mondo non vuole più ascoltare ciò che lo interroga in profondità. L’intelligenza artificiale è il simbolo di un futuro in cui la tecnica prende il posto della presenza, della profondità, del senso’. Ecco alcuni romantici versi di Percy Bysshe Shelley (1792-1822), che sosteneva che i poeti sono i non riconosciuti legislatori del mondo.
Mutability
Mutevolezza
Il fiore che sorride oggi
domani muore;
tutto ciò che vorremmo restasse
ci tenta e vola via.
Che cosa è la gioia del mondo?
Un lampo che irride alla notte,
breve come la propria luce.
La virtù come è fragile
l’amicizia come è rara
l’amore ci dà una povera felicità
in cambio di orgoglio e pena.
Ma noi, benchè cadano subito,
alla loro gioia sopravviviamo
e a tutto quello
che diciamo nostro.
Mentre i cieli sono azzurri
e di luce,
mentre i fiori sono lieti
mentre gli occhi che
prima di sera cambieranno
fanno sereno il giorno,
mentre ancora
camminano calme le ore,
sogna tu,
e dal tuo sogno svegliati poi,
per piangere.