16 Gennaio 2022

Io cercavo solo te nella vita.
Donata Doni (1913-1972)

Claudio Volpi
Io cercavo solo te nella vita.<br>Donata Doni (1913-1972)

Tra i poeti dimenticati di assoluto valore c’è Donata Doni.  Scrive versi molto intimi, forti e religiosi, che riflettono un’anima dolente e meditativa. Le sue parole sono apparentemente semplici, pulite, nello stesso tempo colpiscono in profondità trasmettendo vibranti emozioni e malinconica umanità.

Sera di Novembre

Dietro quella porta
i passi che respinsi,
l’amore che delusi,
i volti che rimpiansi.
Dietro quella porta
la vita che ho negata,
l’antenna che chiamava
un impossibile grido.
Qui la stanza deserta,
la brace che si sfalda
con un battito lieve
che il cuore avverte
a pena, senza richiamo.

Seguirò il mio Angelo

Quando tutto sarà in ordine
io seguirò il mio Angelo
che mi porterà nel paese
dove il sole non tramonta,
dove tutti si vogliono bene
e le pupille degli uomini
sono chiare come quelle dei bimbi.
Nel paese donde attinsi le voci
della mia poesia, dove mi rifugiai
sempre, dove ritroverò quelli
che mi hanno preceduta.
È questione di attesa.
L’istante è nella mente di Dio.
Se la fiaccola arderà nella notte
seguirò il mio Angelo,
che mi porterà per mano, lieve.

Il N.5

Anch’io camminavo per le strade
con il viso nel sole.
Mi guardavate,
mi chiamavate fratello:
Avevo anch’io una casa,
chiara fra le colline.
Sapevo le vostre parole:
amore, ricchezza, fortuna.
Ora non ho che una cella,
e il cielo non è più mio.
Per altri rinverdiscono prati,
per altri sfavillano fiori,
per altri canta la luce,
trascorrono musiche d’acque.
Un pazzo non ha casa,
ne donna, né voce di bimbi,
né sguardi d’amore.
Un numero recide
la mia squallida vita
dalla linfa del mondo:
un numero sopra la cella
conchiude il segreto
che mi dissolve.

Erano volti

Erano volti,
non era la tua immagine.
Li guardavo stupita
e mi chiedevo perché
li avevo scambiati per il tuo volto.
Loro, gli altri,
io cercavo solo te nella vita.
Perdona se ti ho cercato
dove non eri.
Guarda i miei occhi, guardali.
Fissano solo un punto.
Dove sei, da sempre.

Giardino d’inverno

Sono i disegni crudi dei rami
gli anni che mi ritrovano,
nuda d’ogni promessa.
Inaridito seme non germogli,
non t’illude amor di vita.
Cerchi nell’onda delle nevi,
nel ritmico sopore delle cose
il lampo vivo di due occhi fanciulli.
Li sigillò la neve
nel silenzio lungo degli anni.
Restano quei disegni
d’alberi desolati,
orme nere del tempo, a ricordare.

Una lama di luce

Una lama di luce che trascorre
rapida sul cristallo del treno
Trafigge le pupille col dolore
segreto dei ricordi. Te ne andrai
sul groviglio lunghissimo di strade
senza colore. Con le ciglia serrate,
con il cuore perduto te ne andrai

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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