07 Giugno 2026

Il tempo devastatore.

Claudio Volpi
Il tempo devastatore.
Guido Reni 'La Fortuna' - Accademia Nazionale di San Luca, 1637.

Il grande Shakespeare e suoi versi sontuosi.

 

Sonetto XV

Quando considero

che ogni cosa che cresce

si regge in perfezione

solo un breve momento,

che questo immenso palcoscenico

non presenta che apparenze

su cui in segreto influsso

commentano le stelle;

quando percepisco che

come le piante gli uomini crescono,

incoraggiati e contrastati

dal medesimo cielo,

si gloriano in giovane linfa,

in vetta  decrescono

e consumano il loro superbo stato

al di là della memoria;

allora il pensiero

di questo incostante stare

ti pone ricchissimo di giovinezza

davanti alla mia vista,

dove il Tempo devastatore

dibatte con Rovina

per mutare il tuo giorno

di giovinezza in lurida notte;

e in piena guerra col Tempo,

per amor tuo,

di quanto egli ti toglie

io ti innesto nuovo.

 

Sonetto XII

Se ascolto l’ora

che il tempo rintocca

e vedo il giorno

affondar nella tenebra,

se la violetta

illanguidita scorgo

e ricci neri

che imbianca l’argento,

se spogli vedo

gli alberi giganti

riparo al gregge

un dì nella calura,

e il verde dell’estate

stretto in fasci

recato sulla bara,

irto e canuto:

penso alla tua bellezza,

che tu pure

ti sperderai fra

i saccheggi del tempo

se cosa dolce e bella

si consuma

e muore come accanto

altre le crescono.

Alla falce del tempo

non hai sfida

se non nei figli,

quando ti rapisce

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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