30 Luglio 2023

Il Poeta che desiderava diventare pazzo:David Gascoyne (1916-2001)

Claudio Volpi
Il Poeta che desiderava diventare pazzo:David Gascoyne (1916-2001)

Esordì molto giovane, visse la stagione parigina del Surrealismo che importò nel Regno Unito, visse dentro e fuori dagli ospedali psichiatrici, fu contestato al festival di Castelporziano nel 1979, dove comunque non fece una piega. È ispirato da Holderlin, per lui simbolo stesso del romanticismo e dell’ispirazione poetica, poeta e filosofo della nostalgia e della notte, una notte tormentata, le cui vie conducono lontano, tra le cose dimenticate, i sogni misteriosi e la follia. Ma è una notte che anticipa l’alba, e che anela con tutta sé stessa al sole. ‘Il poeta punta dritto al cuore della notte, una notte psichica da attraversare a proprio danno in cui oscurità, follia, giovinezza, folgorazione poetica diventano l’una condizione dell’altra. Gascoyne è uno di quei poeti per cui la realtà costituisce un velo d’apparenza e di menzogna che deve essere squarciato’ (R.Galaverni). Un poeta emozionante.

Canto del destino

Cauti i passi
sulla terra lieve
o pacifiche Presenze
nella luce enorme!
I venti scintillano
nel cielo
ti toccano piano
come le dita
del musicista
toccano le sacre corde.


Non hanno destino
i celesti
respirano come
un bambino che dorme.
Custodiscono la purezza
della mente in fiore,
gli occhi, benedetti,
guardano
nell’esatta pace eterna.


Ma a noi non è dato
il riposo.
L’uomo soffre e cade,
preda del caso,
svanisce, ancora,
di ora in ora
a ondate,
contro le dighe del tempo
gettato avanti e indietro,
nell’incertezza.

È molto bella anche in Inglese:

Song of destiny

Soft are your footsteps
On the soft ground
In the great light.
O peaceful Presences!
The shining winds
Of heaven
Lightly touch you
As the musician’s fingers
Touch the sacred strings.

They have no destiny,
The heavenly ones
Who breathe like
A sleeping child.
And pure is
In their keeping
The forever
Flowering mind,
And the blessed eyes
Gaze long
Within the clear
Eternal peace.

But never unto us
Was given
To repose.
Man in his suffering
Blindly  falls
And vanishes again
From hour to hour
Like waves
Against  the breakwater
Flung to and fro into
Uncertainty through time.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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