“Il ruolo della poesia continua ad essere lo stesso: mantenere vive alcune verità eterne. La poesia ristruttura, ristabilisce i motivi per creare e per credere. Per capire che il fondamento della vita è l’amore. E intanto il poeta soffre di questo stesso amore. Ma quando scrive si illumina e a volte illumina gli altri” (Inez Andrade Paes). Due poesie d’amore oggi di Franco Arminio.
1
Io voglio guardarti,
io voglio guardarti
mentre cammini,
mentre dormi,
mentre guidi,
mentre facciamo l’amore,
voglio guardarti sempre
e poi voglio guardarti ancora,
come se guardarti
fosse il modo
di tenere in piedi il mondo,
come se guardarti fosse
tutto quello che posso fare,
non voglio fare altro
nella vita
che guardarti,
voglio passare ore
sulle tue mani,
sui tuoi capelli,
ore sulla tua bocca,
sulla tua schiena,
voglio guardarti anche
quando non sei con me,
vorrei guardarti ora
in una casa
che non conosco,
voglio guardare
cosa guardi,
sentire con chi parli,
voglio vederti
in tutto il mondo,
so che arriverò
a vederti ovunque
fino a quando
io potrò vedere,
vederti pure
se sono cenere,
vederti fino a quando
un atomo di me
sarà da qualche parte,
vederti anche dopo,
quando al posto dell’atomo
di me ci sarà altro,
ci sarai tu.
2
Ho voglia ancora
di tanti abbracci
e mi spiace
se ne ho sprecati molti.
Andavo di fretta,
avevo una furia
di volere e non volere,
volevo darmi all’amore,
ma mai a quello che c’era.
Ho sempre sentito
in ogni incontro
l’aria della fine.
Se pure era perfetto
mi appariva inevitabile
il congedo.
Così non ho fatto altro
che lasciare ciò
che mai avevo preso.