Un poeta dimenticato, Libero De Libero (1903-1981), “… in difficile equilibrio tra una fervida vena istintiva e le forti suggestioni dell’ermetismo in cui essa si matura” (Frattini e Tuscano). Come ha scritto Giorgio Barberi Squarotti, la sua lirica si avvale “di un forte linguaggio lirico-realistico, nel quale vive grandiosamente il paesaggio solenne e fosco, popolato di sentimenti intensi, come l’amore, gli affetti domestici, le memorie dell’infanzia. Egli non rinuncia alla sintassi allusiva ed ellittica della civiltà ermetica, ma ne evita l’astrattezza riempendola di un senso vigoroso del reale”. La scelta delle poesie è la stessa della bellissima antologia curata dal Prof. Tuscano, “Poeti Italiani del XX secolo”.
Notizia
Andai per la terra
non umile ma ricco
d’occhi e la mente amorosa:
fuoco al corpo e all’anima pioggia.
Ebbi segreti quante le foglie
d’un bosco e rapidi giorni
come levrieri.
Ora il sasso nell’aria
segna la traccia mia.
Eri la montagna che dice
Eri la montagna che dice
la storia del giorno,
anche la notte tu eri
lenta all’aurora, quasi un banchetto
ove non saziano i vini.
Ora la volpe è despota alla vigna,
la collina non vuole più la luna:
un triste paese la collina
ora che il nostro regno è decaduto.
A memoria di te
A memoria di te
questa è la sete vera.
Come sperduto un soldato
acqua non trova,
così io chiedo una festa
dopo i lutti e trovo deserto
qual è dopo una battaglia.
Ti porto come una mano ferita
al mio collo legata
che te reggeva un tempo
dolcissimo. Ti chiamo
come l’abisso chiama il cielo
e accanto mi passi ogni notte
ma so che nella pietra
è il tuo volto passato.
È sempre ieri
La lotta nera che il tempo consuma
tra noi mantiene volubili fuochi,
intorno sta la furia del passato
che ci assedia con l’eterno fiume:
è sempre ieri che oggi non diviene.
Nella nebbia il tuo volto si cancella,
brucia fatua un’impronta sulla guancia
e fragile ti annulli al mio respiro:
di tutto che fu storia e delirio
una scintilla rimane nel vento
che cerca il giorno dentro il tuo muro.
Ogni istante ricorre il compleanno
ora che t’inseguo chiedendo solo
alle tue labbra spente una parola.