10 Settembre 2023

È azzurro cupo il cielo del mio orgasmo.
Viola Vocich.

Claudio Volpi
È azzurro cupo il cielo del mio orgasmo. <br>Viola Vocich.
Dopo l'Orgia - 1928 - Cagnaccio di San Pietro


‘Viola Vocich è la poetessa che ci mancava. Le sue poesie parlano di sesso e di recriminazioni sul sesso che manca. Questo è un tempo in cui il discorso sul sesso è difficile in una società che si è fatta nuovamente bigotta, come se i sussurri libertari avessero perso forza ed è tornata l’angustia di una visione che lega i corpi al peccato. Una visione in cui il femminile viene sempre accostato all’amore e invece Viola ci fa sentire l’adiacenza del femminile col sesso, ci fa sentire con una lingua rapida ed essenziale, limpida, senza contorsioni inutili, senza inganni, i suoi desideri e chi manca all’appello dei suoi desideri. Lei si limita a essere spietatamente sincera e con questa semplice operazione ci porta davanti agli occhi una poesia depurata di ogni retorica, di ogni intellettualismo. Si scrive col corpo e Viola ci mette direttamente a contatto con gli umori di un corpo infiammato dal desiderio. …Queste brevi poesie non sono mai sguaiate e anche quando sono assolutamente esplicite conservano sempre un certo riserbo da cui trapela uno spirito fiammeggiante e nello stesso tempo austero’ (Franco Arminio). ‘La gioia del sesso carnale non esclude dunque l’ombra, la sospensione della vita al suo destino mortale, l’imminenza della fine… La vera profondità dell’anima è tutta nella superficie dei corpi. Così il respiro del corpo erotico si confonde con quello della vita stessa. La dimensione dionisiaca dell’esistenza genera un godimento che non può escludere il suo contrario. Si tratta di resistere alla morte, di dire un assoluto ‘Sì!’, di autorizzarsi a godere, di restare semplicemente in vita. È l’idea che l’orgasmo non sia solo l’apice del godimento, la meta finale della pulsione sessuale, ma l’adesione al ritmo del mondo, alla sua apertura che si rinnova miracolosamente ogni giorno, lo scongiuro di fronte all’imminenza della morte: “fammi godere all’alba/prima che sorga il sole/è azzurro cupo il cielo/del mio orgasmo” (Massimo Recalcati). Eccovi alcune poesie tratte dal libro scandalo di quest’anno di Viola Vocich, ‘Orgasmo’ (TerreBlu edizioni)

1

Mi scopava nella paglia
sudava come sudano i cavalli,
nitriva come nitriscono i cavalli.
Mi scopava a più non posso,
io sentivo non una,
ma due bestie addosso.

2

D’estate il pomeriggio
era perfetto:
i canti delle cicale,
il cigolio del letto.

3

Voglio una mano
che mi tocchi le gambe,
poi la schiena,
voglio un viso sul mio viso,
eclissi totale, luna piena.

4

Ho dovuto dedicarmi
alle feste, ai vini,
cure palliative
al posto dei pompini.

5

Succhiami la bocca
e la vagina
esattamente
come succhiavi l’arancia
stamattina.

6

È un funerale il nostro amore.
Io ci metto la bara del mio corpo,
tu ci metti dentro il morto.

7

Prendeva una stanza,
da lì sentivamo passare i camion
e latrare i cani del vicino.
Ci spogliavamo e
non sapevo cosa dire,
parlare, godere
era mentire.

8

A volte mi sento così
lontana dalla Terra
che guardo i fiori
e mi sembrano stelle.

9

Cerco relazione patologica.
Nelle storie di adesso
c’è poco sesso,
troppa logica.

10

Gli ho succhiato il cazzo
con pazienza certosina,
la bocca piccola
di ragazzina.

11

Inchiodata dal suo fallo.
Divaricata
come un ferro di cavallo.

12

Pandemia virale,
obbligo di mascherina,
amplesso consigliato:
muto e alla pecorina.

13

I buoni vini,
i buoni film,
la buona musica,
le buone letture,
la buona famiglia.
Ma più di tutto un buon cazzo
l’amica vera ti consiglia.

14

Non vengo da una terra affollata,
c’è silenzio nei baci e un grande vento.
Ogni orgasmo
è un fuoco acceso nel deserto,
ogni carezza è una candela di convento.

15

Scopavamo nel cuore della notte.
Era bello vedere lui venire
e in cielo la luna scomparire.

16

Io quando godo
non sono più depressa,
sono felice, sono me stessa.

17

Fammi godere all’alba,
prima che sorga il sole,
è azzurro cupo il cielo
del mio orgasmo.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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