Su corrispondenza d’amorosi sensi , dei versi che attraversano i secoli, accompagnano la vita con dolcezza e sapienza.
1
O cuore, fa conto di avere
tutte le cose del mondo,
Fa conto che tutto ti sia
giardino delizioso di verde,
E tu su quell’erba verde
fà conto d’esser rugiada
Gocciata colà nella notte,
e al sorger dell’alba svanita
2
Molto vagammo intorno
a villaggi e città.
Intorno agli orizzonti vagammo
e vagammo:
Mai udimmo qualcuno far ritorno
da questa via.
Una via nel percorrer la quale
il viandante non torna
3
Allorchè recideranno il virgulto
della mia vita,
Le mie parti saranno sparse lontane
l’una dall’altra.
Se dal fango mio allora modelleranno
una brocca
Fatela colma di vino e io
tornerò alla vita.
4
Se fosse dipeso da me il mio venire,
non venivo
E se da me dipendesse l’andarmene,
quando mai me ne andrei?
Era meglio se in questo diroccato
convento
Non fossi venuto, né andato,
né stato giammai.
5
Lo splendore della luna,
colla sua luce,
ha dilacerato la veste della notte;
bevi vino, ché un momento simile
non è possibile trovare;
sii lieto e pensa che molti
splendori di luna
verranno l’un dopo l’altro
sulla faccia della terra
6
Ecco, è l’aurora:
sorgi, o maestra dei vezzi;
dolcemente dolcemente
bevi vino e suona il liuto:
quelli che dormono
non vivranno lungamente,
e di quelli che sono morti
nessuno tornerà indietro.