“…Ma la poesia ha per sua natura la grazia di darsi ad ognuno, di condurlo nell’altrove della parola destinata a durare e del pensiero che rende chiari e colmi i giorni della vita… vi troveremo il molto che ci portavamo dentro inespresso, la vicinanza di chi rivelandosi ci rivela a noi stessi, … sentimenti che fremevano dietro mura di silenzio, mondi che ci appartengono e che mai prima avevamo nemmeno intravisto (E. Pecora). Alcune poesie oggi di Antonio Porta, scrittore, poeta e critico letterario (Vicenza 1935-Roma 1989).
1
Per un caso
mentre tu dormi
per un involontario
movimento delle dita
ti faccio il solletico
e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita
anche nel sonno
come quel giorno
che mi hai detto:
lasciami dormire,
devo finire un sogno
2
Se anche sapessi,
e forse so,
che il destino nostro
è niente
ma se una donna ascolto
dietro una parete
o un suono dei passi
sull’ultimo selciato
o una risata schietta,
senza fretta
o bacio una bimba
che dice:
io non sono malata,
al gioco del massacro
allora non ci sto,
preferisco del linguaggio
quel che ha di divino
e non mi importa,
amici,
di ciò che direte,
parlo da ingenuo
(come Freud),
do per scontato il male
e cerco il bene,
disperata-mente.
Airone, 4
quello che è rimasto,
quello che resiste,
là sotto, tu lo vedi,
airone, sotto le montagne
di macerie,
dentro i crateri
delle bombe,
sotto le colline
d’immondizia,
lì dove resiste,
continua,
rinasce la semplice vita,
ultima, dimenticata,
dileggiata rimossa,
ridotta a poltiglia
nella mente degli uomini,
la semplice vita,
il nascere e morire,
rinascere e volare via,
aprirsi, amare,
quello che è vivo,
amore,
sotto la semina
dell’odio
3
Cominciamo a fare l’amore?,
hai detto
non ancora sveglia
una mattina,
per tutta la notte
ci eravamo solo sfiorati
con la punta delle dita,
con i piedi
e ora per arrivare
alla pienezza
sono bastate
le tue parole
e un lieve bacio
di addio sulle labbra
per sentire che i corpi
si erano uniti nel sonno
più che nella veglia.
4
Lo specchio che
hai fissato sul petto
è il segnale
di un patto profondo
tu mi guardi
mentre io ti guardo dentro
e se ti guardo
dentro mi vedo