25 Gennaio 2026

Devo finire un sogno.

Claudio Volpi
Devo finire un sogno.
"Il Sogno" - Henri Rousseau - 1910

“…Ma la poesia ha per sua natura la grazia di darsi ad ognuno, di condurlo nell’altrove della parola destinata a durare e del pensiero che rende chiari e colmi i giorni della vita… vi troveremo il molto che ci portavamo dentro inespresso, la vicinanza di chi rivelandosi ci rivela a noi stessi, … sentimenti che fremevano dietro mura di silenzio, mondi che ci appartengono e che mai prima avevamo nemmeno intravisto (E. Pecora). Alcune poesie oggi di Antonio Porta, scrittore, poeta e critico letterario (Vicenza 1935-Roma 1989).

 

1

Per un caso

mentre tu dormi

per un involontario

movimento delle dita

ti faccio il solletico

e tu ridi

ridi senza svegliarti

così soddisfatta del tuo corpo ridi

approvi la vita

anche nel sonno

come quel giorno

che mi hai detto:

lasciami dormire,

devo finire un sogno

 

2

Se anche sapessi,

e forse so,

che il destino nostro

è niente

ma se una donna ascolto

dietro una parete

o un suono dei passi

sull’ultimo selciato

o una risata schietta,

senza fretta

o bacio una bimba

che dice:

io non sono malata,

al gioco del massacro

allora non ci sto,

preferisco del linguaggio

quel che ha di divino

e non mi importa,

amici,

di ciò che direte,

parlo da ingenuo

(come Freud),

do per scontato il male

e cerco il bene,

disperata-mente.

 

Airone, 4

 

quello che è rimasto,

quello che resiste,

là sotto, tu lo vedi,

airone, sotto le montagne

di macerie,

dentro i crateri

delle bombe,

sotto le colline

d’immondizia,

lì dove resiste,

continua,

rinasce la semplice vita,

ultima, dimenticata,

dileggiata rimossa,

ridotta a poltiglia

nella mente degli uomini,

la semplice vita,

il nascere e morire,

rinascere e volare via,

aprirsi, amare,

quello che è vivo,

amore,

sotto la semina

dell’odio

 

3

Cominciamo  a fare l’amore?,

hai detto

non ancora sveglia

una mattina,

per tutta la notte

ci eravamo solo sfiorati

con la punta delle dita,

con i piedi

e ora per arrivare

alla pienezza

sono bastate

le tue parole

e un lieve bacio

di addio sulle labbra

per sentire che i corpi

si erano uniti nel sonno

più che nella veglia.

 

4

Lo specchio che

hai fissato sul petto

è il segnale

di un patto profondo

tu mi guardi

mentre io ti guardo dentro

e se  ti guardo

dentro mi vedo

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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