09 Maggio 2021

Dal profondo della notte che mi avvolge

Claudio Volpi
Dal profondo della notte che mi avvolge

Dobbiamo risollevarci, tornare a vivere. Non importa quanto abbiamo sofferto, chi abbiamo perso, chi abbiamo lasciato. Se ci siamo smarriti, o abbiamo pianto senza fine. Non è facile, ma dobbiamo provaci, anche con questa poesia di William Ernest Henley (1849-1903), che ha aiutato Nelson Mandela a resistere ed a vivere durante i ventisette anni della sua prigionia. Sono versi memorabili, che possono aiutarci nei momenti di sconforto, a volte la poesia è come una medicina. Il mondo è sempre così, siamo noi che lo dipingiamo del colore della nostra angoscia o delle nostre infelicità. Il mondo e la vita prendono i nostri colori.

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come l’abisso da un estremo all’altro,
Ringrazio qualunque divinità esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato, né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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