03 Maggio 2026

Cos’è dunque la poesia?

Claudio Volpi
Cos’è dunque la poesia?
Alessandro Pigna 'Frigidarium', 1882.

“…Come scrivo nella prefazione (‘Poesie da viaggio’ a cura di Nicola Crocetti e Jovanotti), poesia è fiducia: è affidarsi alla pagina bianca per vedere cosa può contenere. Scoprire che parole ci sono dentro a un luogo, dentro a un’emozione, a una sensazione. Ci vuole molta fiducia per credere di poter fissare su una pagina qualcosa che meriti di stare lì”. Cos’altro? “Poesia è l’umano, è una scoperta che nella vita ti trasforma, è un regalo pazzesco. La poesia c’era prima del libro con la tradizione orale: gli umani raccontano storie da sempre e quando non c’era la scrittura le recitavano e si facevano aiutare dalla metrica, dalla rima, per renderle più memorizzabili. La poesia c’era prima e ci sarà dopo: non c’è dubbio che l’Iliade e l’Odissea sopravviveranno” (Jovanotti)… Come sarà il domani Lorenzo? “Penso che questa sia un’epoca pazzesca. Ai ragazzi dico sgombrate la vostra mente: questa non è un’epoca oscura, senza possibilità, come vi dicono. È una buglia. Ci sono invece possibilità infinite di raccogliere informazioni, di guardare il mondo, di scegliere. La scelta implica sempre una responsabilità in più, però al tempo della Rete abbiamo l’occasione di essere al centro pur abitando in periferia. Viviamo un momento nel quale è il nostro punto di vista che disegna il mondo. Il viaggio è fatto di sguardo. Certo è un’epoca di tante insicurezze, tanti problemi…però di problemi si parla continuamente, quindi cerchiamo di vedere le cose positive. Nicola(Crocetti), ma tu non hai detto niente”. Crocetti sorride.  “Che cos’è la poesia, Nicola?” chiede Jovanotti. Crocetti resta qualche istante in silenzio: “Poesia è parlare dell’ignoto, parlare all’ignoto”. “Visto? Nicola ha sempre la parola giusta. La poesia è dapertutto” (da Robinson del 26.04.26, intervista di S. Scarafia).

 

Bisogna avere una mente d’inverno

per osservare il gelo e i rami

dei pini incrostati di neve;

 

e avere patito tanto freddo

per guardare i ginepri

ricoperti di ghiaccio,

gli abeti ruvidi

nel distante riflesso

 

del sole di gennaio;

e non pensare alla miseria

che risuona nel vento,

tra le rade foglie,

 

il medesimo suono della terra

attraversata dal medesimo vento

che soffia nello stesso spazio spoglio

 

per chi in ascolto,

ascolta nella neve,

e lui stesso un nulla,

guarda il Nulla

che non c’è

e il nulla che c’è.

                         Wallace Stevens (1879-1955)

 

 

Non ti vedo.

So bene che sei qui,

dietro una parete fragile

di calce e mattoni,

alla portata

della mi voce,

se chiamassi.

Ma io non chiamerò.

Ti chiamerò domani,

quando ormai

non vedendoti,

immagini che ancora

tu sia qui,

accanto a me,

e che basti oggi la voce

che ieri ho trattenuto.

Domani …

quando tu sarai

al di là di una

fragile parete di venti,

di cieli e di anni.

                                   Pedro Salinas ( 1891-1951)

 

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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