Come tutto scompare.
In queste domeniche facciamo parlare solo i versi.
Come tutto scompare
Come tutto scompare veloce
quando viene sera,
e il sole se ne va
oltre le colonne d’Ercole
a fare capriole sull ‘Atlantico.
Il Mar Ligure si appiattisce
in una lastra
che non lo diresti più
neppure un mare
e una muraglia
nebbiosa di rosa sporco
si disfa come la scia luminosa
dell’aereo, unica traccia
rettilinea in cielo
che sembra averlo bucato
per andarsene più in là.
Come tutto scompare,
come breve è il giorno
per chi ne ama l’essenza
come breve la notte
che si preannunzia
nitida di luna
a gobba crescente
come tutto ritorna
e ritorna al niente.
Come è corto Febbraio
come è corta la vita
per chi ne ama l’essenza
incessabile, infinita.
Quando suona il telefono non posso
Quando suona il telefono
non posso pensare che
non ne uscirà più la tua voce
amica che sei andata
via velocemente come il sole
che cade sull’orizzonte
in questi giorni d’inverno.
Dove sei? Nel nulla? Nell’eterno?
Quando penso
in questi giorni di febbraio
febbrosi e germinanti
che non vedrai
la nuova primavera, mi dico:
“ Non è vero! Lei c’è,
illusione è la sua assenza,
lei c’è, nella sostanza
di tutto ciò che sboccia
e rifiorisce in tutto quello
che hai così fortemente amato,
in quello che hai dipinto
e sognato;
non si può chiamare morte
la sua, vi prego”. Così mi dico
e sono a casa,
sulla terra,
il tuo amico Giuseppe
Giuseppe Conte