16 Agosto 2020

Come è difficile dire Addio

Claudio Volpi
Come è difficile dire Addio

Oggi la rubrica di poesia è dedicata ad Antonello Amori, un cittadino di Assisi molto conosciuto che ci ha lasciato improvvisamente una settimana fa. Persona estroversa, dalla gioventù pirotecnica e spericolata, poi nella maturità dedito al suo lavoro, ‘innamorato ‘ del mondo del commercio, sempre pronto a lanciare idee e iniziative originali per la nostra città, di cui aveva a cuore il destino e la vocazione. Ancora prima di star male, stava aprendo una nuova attività in Borgo Aretino. Comunque,  nel suo cuore sempre le sue figlie adorate. Lo vogliamo ricordare con una  bellissima poesia di Giorgio Caproni, grande poeta  su cui ritorneremo, scelta da sua moglie Alessia.  Pensando a lui ,  con cui parlavamo spesso, di Assisi, dei nostri figli, del tempo che passa, ci vengono in mente alcune frasi di Philip Roth, da Everyman :” …Perché la più inquietante  intensità della vita è la morte. Perché la morte è così ingiusta. Perché quando uno ha gustato il sapore della vita, la morte non sembra neppure una cosa naturale. Io credevo, dentro di me ne ero certo, che la vita durasse in eterno…”. E pensando  a quanto sarà stato difficile  per lui abbandonare questo mondo, i suoi affetti, i profumi  e i colori, ecco le immortali parole della  Yorcenar:”…Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi  consueti. Un istante ancora, guardiamo le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più….. Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”  Ciao Antonello, Amico Nostro.

Congedo  del viaggiatore cerimonioso

Amici, credo che sia
Meglio per me cominciare
A tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l’ora
D’arrivo, e neppure
Conosca quali stazioni
Precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m’è giunto all’orecchio
di questi luoghi, ch’io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
Quel po’ di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
Dalla partenza, e molto
Vi sono grato, credetemi,
per l’ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
A lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
Lo ignoro. Sento
Però che vi dovrò ricordare
Spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
Senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
Insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti( fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di  noi( quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare.

(Scusate. E’ una valigia pesante
Anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
l’ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l’avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguir l’uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch’essa è
Nel corridoio, mi sento
Più sciolto. Vogliate scusare).

Dicevo, ch’era bello stare
Insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
Diverbio, è naturale.
Ci siamo- ed è normale
Anche questo- odiati
Su più d’un punto, e frenati
Soltanto per cortesia.
Ma , cos’importa. Sia
Come sia, torno
A dirvi, e di cuore, grazie
Per l’ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te , ragazzina
Smilza, e al tuo lieve afrore
Di ricreatorio e di prato
Sul volto, la cui tinta
Mite è si lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
Come in cielo ed in mare)
Alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m’ha chiesto s’io
(scherzava!) ho avuto in dote
Di credere al vero Dio.

Congedo alla sapienza
E congedo all’amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.

Ora che più forte sento
Stridere il freno, vi lascio
Davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
Son giunto alla disperazione
Calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento.

Claudio Volpi
Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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