14 Gennaio 2022

Alla Maddalena

Giuseppe Bambini
Alla Maddalena

“tutta la costa montana che precipita dalla parte di settentrione verso la valle del Tescio, sopra alla strada di Perlici, viene detta in quel tratto che va dalla selva di Milzone (sopra la maestà detta di Milzone lungo la strada stessa) allo spiovente che sale alla Rocchicciola, “la Maddalena” (Arnaldo Fortini).
Il toponimo si deve a una cappellina – dedicata a S. Maria Maddalena – che sorgeva sulla conica cima del Colle S. Rufino (1110 m), una volta crollata la medievale Torre Messere.
La persistenza del toponimo è oggi rappresentata dalla Fonte Maddalena, che rappresenta l’elemento centrale dell’itinerario a piedi che andiamo a descrivere, avendo l’accortezza di indossare abbigliamento comodo e scarponcini adeguati a stradelli sassosi.

questi i dati:
distanza: 6.5 km
dislivello complessivo salita: 430 m
dislivello complessivo discesa: 430 m
quota massima: 875 m
quota minima: 445 m
durata stimata: 3 ore più le soste

Da Piazza Matteotti (445 m) si inizia a camminare su asfalto pianeggiante che conduce immediatamente a Porta Perlici (445 m), sottopassata la quale si imbocca subito sulla destra un viottolo in salita, che presto diventa sentiero; costeggiando mura medievali (sulla destra) e brutti annessi (sulla sinistra), si è in breve alla base del cassero della Rocca Minore o Rocchicciola (500 m).

Qui si prende a sinistra la strada sassosa in marcata salita (segnavia bianco-rossi 350-351), tra rimboschimenti di svettanti pini e abeti, che porta a un evidente bivio (595 m), dove si trascura lo stradello che sale diritto all’Eremo delle Carceri, piegando a sinistra su strada forestale (segnavia 351) immersa nel compatto bosco misto.

Con pendenza costante e senza possibilità di errori si giunge al piccolo pianoro caratterizzato dalla bella Fonte Maddalena (850 m); alcune panche e tavole invitano il viandante a una meritata sosta, ma non cercate acqua, da decenni non scorre più, come in quasi tutte le fonti e le sorgenti del Sacro Subasio.

L’attuale manufatto – elegante e razionale – fu realizzato durante il gigantesco rimboschimento del monte (1927-1938) a opera della Milizia Nazionale Forestale, successivamente Corpo Forestale dello Stato, ora inglobato nel Carabinieri Forestali.
Qui si lascia lo stradello che scende alla Costa di Trex, si piega sulla destra su strada forestale in salita (senza segnavia), che conduce a un evidente bivio (875 m), quota massima dell’itinerario. Circa 200 m prima del bivio, sulla destra si nota un piccolo abete addobbato in stile natalizio, gradita e insolita presenza incastonata nella fitta lecceta.

Ora si prende la strada forestale sulla destra, finalmente in discesa (segnavia 353) che va a sbucare al Montarone (800 m).
Si continua sulla destra (segnavia 350), lungo stradello in forte discesa che va affrontato con cautela; tra il fitto rimboschimento con alcuni punti panoramici, facendo attenzione a dove si mettono i piedi, si torna al bivio per la Maddalena (595 m) e al Cassero della Rocca Minore (500 m).
Senza scendere per il percorso dell’andata, si prende sulla sinistra in discesa, in breve a Porta Cappuccini (470 m), sottopassata la quale siamo di nuovo al punto di partenza (455 m).

Un po’ stanchi (forse), ma contenti (sicuramente).

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Giuseppe Bambini

Viandante per antiche terre Umbre

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