Aveva un nome: Claudio, anche un cognome: Tiriduzzi (1958-2026), “il Custode di Sasso Piano” che da poco ci ha lasciato.
Da anni, anzi da decenni, con cadenza certosina – una volta al mese – parcheggiava l’auto agli Stazzi e da là per comodo stradello se ne andava alla Croce di Sasso Piano.
Ne controllava la stabilità, se c’era bisogno ne rinforzava la base, verificava se c’era da sostituire il libro dei viandanti riposto nella cassettina metallica ai piedi della croce, dove pellegrini, escursionisti, ciclisti, viandanti, sognatori hanno vergato negli anni sensazioni ed emozioni in tutte le lingue, alfabeti, ideogrammi dell’universo mondo.
Aveva collezionato, ordinato, numerato, ben 23 libri dei viandanti, tuttora conservati gelosamente nella biblioteca domestica della sua “casa degli gnomi”, incastonata nel verde dei boschi di Bettona. con vista sul Subasio che-te-lo-dico-affà!
Addirittura nel 2022 aveva ripristinato – aiutato da tre amici – la croce stessa che si era spezzata alla base (vedi su Assisi Mia “il custode di Sasso Piano”)
Provate a immaginare quanto tempo, quante commissioni, quanti enti coinvolti, quanti studi di fattibilità, quanti timbri, bolli, ceralacche ci sarebbero voluti se il ripristino fosse stato effettuato dalla (attenzione alla sintesi):
“convenzione intercomunale per la costituzione del Soggetto Gestore dell’Area naturale protetta Parco Regionale Monte Subasio, costituita dai comuni di Assisi, Spello, Nocera Umbra, Valtopina”.
Sono tanti coloro che hanno a cuore il nostro monte, tanti che saranno di nuovo seduti su quelle gradinate naturali di pietra calcarea intorno alla Croce di Sasso Piano, a emozionarsi alla vista di mura, campanili, chiese e rocche di Assisi, a dare un nome ai borghi della Valle Umbra che si distende da Spoleto a Perugia e i monti che la coronano, poi l’Amiata e il Cetona che al tramonto ti sembra di toccarli; bene!
La prossima volta che sarete là, chinate leggermente il capo e sussurrate un “grazie Claudio” per la passione che “il custode di Sasso Piano” ha messo nel custodire, preservare e tenere in ordine negli anni (tanti), questa Croce e questo magnifico balcone panoramico del Sacro Subasio.
E che ora custodirà dall’alto, certochessì!
