18 Luglio 2022

Alabaster dePlume

Dionisio Capuano
Alabaster dePlume

Il mondo è mio / Guardami / Tu lo sai / Anche io / Il mondo è mio [The World Is Mine – Alabaster dePlume]

Potresti avere l’impressione di essere al centro del mondo. O comunque nelle brulicanti periferie della movida transglobale. L’estate umbra, infatti, concentra in uno spazio-tempo non a misura di uomo bulimico di musica ed arti varie tante cose da generare frustrazione. E d’altra parte dà conferma, non definitiva, al detto “piccolo è bello”, o comunque più interessante.

Qualcuno dice che sono arrivati gli alieni, ma fosse pure vero a noi gli alieni piacciono. Abbiamo sempre un po’ tifato per loro. Vi ricordare quando si cantava “extraterrestre portami via”. In un qualche modo bislacco ed imprevedibile pare quasi che vada a realizzarsi, nei corollari, si badi, quanto esposto nel mitico manifesto che candidava Perugia-Assisi a Capitale della Cultura Europea.

Un nuovo medio-evo post-tecnologico, dove l’interconnessione non è però la dorsale della banda larga ma quanto fanno alcuni umani, quelli che vogliono e possono, imbastendo ad esempio festival che trasformano paesaggi ameni in avventizi centri d’un multiverso multicolore.

In quel luogo dell’infanzia, di quel periodo neuralmente essenziale che va dai tre ai sei anni, a Panicale, da tre edizioni, si tiene un qualcosa che nel nome evoca reazione organica e un quid di rivoluzionario. Effetto48 si spalma senza quasi soluzioni di continuità per quarantotto ore, innervando il borgo di eventi non da poco (eppure non crediamo costosi). L’anno scorso ci fu – tra le altre cose – l’Orchestra che può tutto, quest’anno la punta dell’iceberg è l’unica data italiana di Angus Fairbairn, conosciuto con il lisergico e poetico nome di Alabaster dePlume.

Tutto sommato giovane di carriera e discografia scarna – “Peach” (2015), “The Corner Of A Sphere” (2018), “To Cy & Lee: Instrumentals Vol. 1” (2020), “I Was Not Sleeping” (with Danalogue) (2020) ed il trionfante “Gold – Go Forward in the Courage of Your Love” (2022) -, il mancuniano sta cortocicruitando tra alto e basso, benedetto dalla più importante rivista alt-pop online, Pitchfork, che ha dato ben 8,4 su 10 al suo ultimo album. Ma in giro per il modo gli apprezzamenti si sprecano. E meritati, dai. La miscela fluida e spaziale, di jazz, poesia sonora, canzone un po’ slacker, folk eventuale è buona per sorvolare senza grossi pericoli queste giornate afose. Non roba superficiale, da tappezzeria, tutt’altro, ma che ti si approssima con suasiva delicatezza. Pur essendo capace lui di sana aggressività e di (troppo poco praticata) tensione electro.

Un 15 luglio subsahariano. Laggiù in fondo al declivio con dietro come quinta la scultura ellittica di Beverly Pepper che il guardo esclude, Alabaster sta con quattro compagni di viaggio sonoro. Si sono incontrati tutt’assieme per la prima volta nel pomeriggio. Eppure l’interplay funziona, certo, la musica viene presa alla larga, nasce e cresce come tappeto di soul – spiritual dolcemente psichedelico, ma va bene così. Buon trasporto per i messaggi post-summer of love: Be Nice to People, Don’t Forget You’re Precious.

Alabaster suona il sax e con occhietti furbi e spiritati si rivolge a noi ringraziando(ci) perché siamo vivi, e non è cosa semplice, aggiunge lui stesso (come si fa a non essere d’accordo). Gioca e un po’ (si) ripete, ma sta poetando, tra testi rodati, qualche improvvisazione, alcuni sketches just in time. Memorabile quello in cui, parodiando amabilmente gli altri musicisti che chiedono più volume nelle loro spie, si rivolge al fonico e gli dice ti prego alza di più il senso della vita nel mio monitor. E quanto si chiede alla musica, no? Nel frattempo, ogni tanto, arriva un refolo di vento. Lui anche assai prezioso.

Alcuni stasera dovranno fare la fila / Dopo il lavoro per il cibo che non possono permettersi di comprare / Devono essere di un tipo diverso / Il mondo è mio [The World Is Mine – Alabaster dePlume]

Dionisio Capuano

È project designer e manager in ambito formativo e culturale. Collabora con la rivista Blow Up e tenta, senza successo, di mettere ordine nelle sue passioni per le varie forme dell'arte. Oggetto di studio in un recente saggio sulla critica musicale, ha pubblicato più di ottanta recensioni su dischi inesistenti ed è coautore di un album di musica elettroacustica.

Seguici

www.assisimia.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]