Ieri era il 25 Aprile, festa della nostra Liberazione. Oggi, purtroppo, siamo di nuovo immersi in logiche di guerra. ‘La stupidità degli uomini a fare ogni venti anni una guerra le risultava enorme…’ (da ‘Gioventù che muore’ di Giovanni Comisso, 1949), ed è una stupidità senza fine. L’America, che ci aveva liberato, non è più nostra amica. L’Europa e l’Italia devono imparare a camminare da soli. Un mondo pieno di terribili sfide, e questa maledetta guerra che ‘sembrava fosse sempre per finire e invece continuava ancora’. Ci ostiniamo a sperare contro ogni speranza.
La guerra che verrà
Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame
la povera gente egualmente.
Bertolt Brecht
Che non brucino le case
Che non si conoscano bombardieri
Che la notte sia per dormire
Che la vita non sia un castigo.
Che le madri non piangano
Che nessuno uccida.
Che ognuno costruisca qualcosa
Così ci si può fidare di tutti.
Ce la devono fare i giovani
Tanto quanto i vecchi.
Bertolt Brecht