04 Luglio 2020

Statua

Elvio Lunghi
Statua

Nei manuali di storia dell’arte i manufatti artistici sono smaltiti in ragione della forma in quattro grandi contenitori: antica, medievale, moderna, contemporanea. In ragione del contenuto ne basterebbero tre: pre-cristiana, cristiana, post-cristiana. Per la sola arte cristiana i contenitori sarebbero due: pre-tridentino e tridentino, perché dopo il concilio che si tenne a Trento tra il 1545 e il 1563 le cose non furono più come prima. Pur senza dettare regole precise riguardo le immagini religiose, i vescovi inventarono la censura, così Giorgio Vasari, scrivendo il suo gran librone con le vite degli artisti, fece in tempo a vedere le chiese della penisola sconvolte da un epocale ripensamento degli interni, che portò alla rimozione di altari, tramezzi e tombe, sostituì pale dipinte o scolpite, coprì di bianco gli affreschi, rinnovò l’arredo delle mense e i libri sacri, bruciò Crocifissi consumati dall’uso e statue ritenute indecorose. Nella diocesi di Assisi la cernita fu fatta nel 1571 dal vescovo di Ascoli Pietro Camaiani, che censurò in realtà pochissimo: in Santa Maria della Minerva criticò una immagine della Vergine; idem nella chiesa di San Biagio a Cannara; nel castello di Limigiano ordinò di rimuovere una statua di San Michele Arcangelo e nella chiesa di San Rocco a Bettona una statua del santo. Tre di queste statue lignee, censurate perché completamente nude sotto i vestiti di stoffa, esistono ancora. Camaiani fece rimuovere un solo Crocifisso dall’oratorio di San Rufinuccio, trovato indecente in quanto antico. Non si sa che fine abbia fatto una statua della Madonna trovata all’interno del Monastero di Santa Chiara, che Camaiani fece trasferire in chiesa perché le suore le dedicavano pratiche, a suo dire, superstiziose.

brevi note etimologiche di Carla Gambacorta

Statua, ‘scultura a tutto tondo’, voce dotta dal latino statuam, derivato di statuere, in latino aveva diversi significati, tra cui ‘porre, collocare, erigere, edificare, stabilire’, e altri ancora. Il modo di dire restare come una statua di sale, che si usa metaforicamente per dire che ‘si è rimasti impietriti, sbalorditi, sgomenti’ dinanzi a una situazione inaspettata, trae origine dall’episodio biblico della moglie di Lot che, fuggendo da Sodoma, disubbidì al comando dell’angelo di Dio e voltò indietro lo sguardo, trasformandosi in una statua di sale.

L’ascolto musicale
a cura di Umberto Rinaldi

Freddo e immobile come una statua, si diventa all’improvviso per una violenta emozione. Famoso concertato del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

Ascolt:  Freddo e Immobile, Barbiere di Siviglia, Met 1957, Max Rudolf

Elvio Lunghi
Elvio Lunghi

Parlo di storia dell’arte agli studenti stranieri di Perugia.

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