04 Settembre 2020

Nessuno

Francesca Brizi
Nessuno

Notte di fine Agosto, una notte di quelle agitate da un vento tiepido che accarezza le pietre ruvide delle mura medievali della suggestiva Valfabbrica. I colori intensi delle bandiere dipingono il Paese di bianco, rosso, nero e giallo e risvegliano nei cuori della gente il desiderio di fare Festa. Le finestre aperte lasciano irrompere fiero il suono dei tamburi, inebriante colonna sonora di quella notte festosa che ridesta sensazioni di unione e di appartenenza al proprio Rione. Note musicali e canti affollano i vicoli stretti del centro storico e si mescolano alle numerose risa della gente che lo popola. Il fumo delle fiaccole ardenti che illuminano i vicoli si confonde con il profumo intenso del vino rosso, fedele compagno di spensieratezza.
Da lontano la voce sottile di una fanciulla distoglie la mente dal ricordo di quelle sensazioni evocate, così vive e reali e l’occhio torna a posarsi su quel vicolo solitario del centro storico.
Impossibile distinguere, in questo turbinio di colori, suoni e odori che i ricordi hanno suscitato, una singola sensazione che sappia raccontare il Palio di Valfabbrica.
Ciò che è certo è che nessun valfabbrichese, passando di lì, può rimanere indifferente.
Nessuno può cancellare dalla memoria quella sensazione di dolce trepidazione che affiora incontrollabile nei giorni che precedono l’inizio mdella grande festa, quella sensazione di piacevole concitazione che si ha allo spegnersi delle luci, prima di entrare in scena durante la rievocazione storica, l’adrenalina che travolge chiunque quando per primo, con la fiaccola in mano, supera il traguardo, l’immensurabile gioia di stringere fra le mani lo storico simbolo di vittoria: il Palio.
Sensazioni travolgenti, che quest’anno saranno costrette a prendere forma dolcemente soltanto nella memoria.

brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Nessuno, aggettivo e pronome indefinito, e anche sostantivo, è l’esito della locuzione latina ne ipse unum ‘neanche uno, non uno’, con assimilazione del nesso –ps- in -ss-. In antico e nei dialetti si trovavano le varianti nesciuno, nesuno, nissuno, nisuno e nisciuno,e oltre a questa voce si aveva anche niuno (o neuno) da ne unum, compreso in Umbria. In Toscana si aveva anche nullo (da ne’non’ ullus ‘alcuno’).

suggerimento musicale a cura di Francesca Tuscano

David Bowie Blackstar

Ognuno di noi è Nessuno. Perché noi siamo nella relazione. Senza gli altri Nessuno, non esisteremmo. Ma poi arriva il momento della Stella nera. E torniamo Nessuno, se non c’è chi ristabilisce la relazione, nella memoria.

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