02 Settembre 2020

Lussuria

Annalisa Battistelli
Lussuria

Nel corso degli anni passati, insieme agli altri vizi capitali, la lussuria è stata una tematica ricorrente nelle rievocazioni storiche della Festa. Essa ha preso vita in varie forme – mai come mera sfilata, bensì coinvolgente spettacolo – grazie all’estro e al talento dei rionali. Ne sono esempio gli scenografici carri che hanno riempito la via e le allegorie animali messe in scena sotto forma di maschere, insieme alle immancabili protagoniste nella messinscena del peccaminoso eccesso: fanciulle che, con le loro chiome fluenti, voluttuose vesti rosse, voci suadenti e danze hanno ammaliato gli spettatori e li hanno riportati indietro nel tempo, a quando, secondo la cultura e l’immaginario medievale, imperava l’immagine della donna come tentatrice e fonte di perdizione. La dignità artistica che le rappresentazioni hanno conferito al vizio ha rappresentato un’occasione di riscatto per l’universo femminino, oggi che tanti degli stereotipi e pregiudizi secolari in merito sono stati sdoganati; al contempo, è da sottolineare l’effetto catartico per spettatori e costumanti, spinti a riflettere nella loro intimità. Chissà se ricordo, desiderio e immaginazione rafforzati dalla distanza fisica in questo complesso e delicato periodo, insieme alla lunga attesa della prossima Festa, saranno fonte di nuova ispirazione per rievocare questa sfaccettatura della nostra natura e stupire ancora.

brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Lussuria è voce dotta dal latino luxuriam, derivato da luxum, che, etimologicamente, voleva dire ‘abbondanza di vegetazione’ (e che risale forse all’aggettivo luxus ‘lussato, slogato, messo di traverso’). La voce oggi si riferisce comunemente a ‘brama smodata di appagare i piaceri sessuali, lascivia, libidine’, ma in antico e letterariamente indicava anche ‘sfarzo, magnificenza, sfoggio’.

suggerimento musicale a cura di Francesca Tuscano

Joy Division Unknown Pleasures

Tutti sanno che è un peccato. Ma pochi ricordano che il corpo è un linguaggio, e il sesso è l’uso poetico di questo linguaggio. Il rock lo sa dire in modo sublime. Musica peccaminosa e, dunque, poetica.

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