29 Agosto 2020

Fuoco

Silvio Pacetti
Fuoco

Per descrivere il portentoso prodigio di questo straordinario elemento si potrebbe partire da molto lontano, proiettandosi in un’epoca in cui il tempo non esisteva, quando buio ed oscurità scesero sulla terra ed esso fu sottratto al più potente degli dei da un titano che ne volle far dono all’umanità.
Oppure, sempre riferendosi ad epoche che risalgono unicamente al Mito, si potrebbe dire che esso, come ci tramandano le varie cosmogonie, è uno dei quattro elementi che armonizzandosi e fondendosi insieme ad acqua, terra ed aria ha dato origine all’universo.
O ancora che nel corso dei secoli esso ha sempre avuto un ruolo centrale in diverse religioni, come quella greca o romana, solo per citarne due, che ne hanno venerato la sacralità.
Il fuoco poi può essere in egual misura benevolo o spietato, portatore di vita o dispensatore di morte, raffigurare un inizio così come una fine, è fondamentale per la creazione ma può facilmente distruggere.  Il fuoco però è anche quello che scorre nelle vene di chiunque abbia provato una passione fortissima e totale. E’ lo stesso che ha animato le gesta eroiche dei più grandi personaggi della storia e che ha consentito i compiere imprese così mirabolanti che ai più sembravano follie, tanto apparivano impossibili.
Ebbene, questo tipo di fuoco, quello della passione, è quello che brucia anche negli animi di tutti coloro che vivono l’indescrivibile magia della Festa di Valfabbrica.
Basta guardarli i festaioli: il fuoco scintilla nei loro occhi, pompa il sangue nelle loro vene. In ogni loro atto si trova l’ardore di un amore incondizionato. Un amore eterno che non cesserà di certo per la sventura di un fato contrario.
Non sarà di certo il temporale di un anno a smorzare il sacro fuoco della festa.
Niente e nessuno potrà mai spegnerlo.

brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Fuoco deriva semplicemente dal latino focum (forse dalla stessa radice di foveo ‘riscaldo’). Ma i latini denominavano con ara il ‘fuoco sacro’, omaggio agli dei, con ignis il fuoco inteso come elemento e con focus il ‘focolare domestico’. Né la prima voce né la seconda sono sopravvissute nella tradizione popolare (ma in quella dotta, sì: ignifugo, ad esempio), mentre la terza è passata a indicare il fuoco in genere, sul modello del greco pyr (che indicava infatti sia il ‘fuoco’ sia il ‘focolare’).

suggerimento musicale a cura di Francesca Tuscano

Rammstein Mein Herz Brennt

Cosa spaventa più del fuoco? E cosa, più del fuoco, è figura della passione? Di fronte al fuoco siamo di nuovo bambini, attratti e terrorizzati dalla bellezza che divora. Il cuore brucia, quando angeli e demòni appaiono a indicare le strade del fuoco.

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