L’applauso saluta lo sbandieratore che si stende a terra, accanto ai compagni di brigata, su un fianco. Il fragore sfuma, scende il gelo cui subentra la tensione: l’ultimo si leva, su una spalla riposa la bandiera, una mano ne tiene stretta l’impugnatura. L’altra mano è sul fianco, a suggellare con la testa alta e lo sguardo fiero la spavalderia per la sfida che affronterà. Poi una vibrazione cui ne segue un’altra e un’altra ancora, un cuore che batte in un’anima di legno. Parte, di corsa. Una corsa flessuosa all’inizio, con la bandiera a poggiare sulla spalla, l’altro fianco cinto dalla mano. Ma questo cuore vuole decollare, la cadenza si fa più forte, le gambe mulinano veloci, gli altri compagni sono lì stesi sempre più vicini, il pubblico raccoglie una manciata d’aria per trattenerla nel petto. La bandiera è larga, destata dal sonno sulla spalla, come l’ala di un airone. Quel passo a sfiorare l’amico disteso e quello successivo consegnato al vento, alla fiducia in sé stessi, nella propria forza. La gamba tesa con il piede a martello, con la pianta che cerca già la piazza oltre i corpi, contratti nella tensione e nella speranza. L’airone chiude l’ala, con il polso che guida a flettersi mulinando il drappo, a scorrere tra lo sbandieratore saltatore e gli sbandieratori “ostacoli”: una veronica, un virtuosismo. Il tempo inchioda le proprie lancette sul quadrante, un battito di ciglia, il fiato trattenuto dalla gente. E poi il piede tocca terra, a continuare la corsa, che ora è gioia e liberazione. I tamburi che battono festosamente il ritmo, accompagnando la corsa del gruppo che ha lasciato il suolo per accodarsi alla corsa dell’estremo saltatore, con la bandiera libera, raggianti e orgogliosi. La sfida è vinta. Ancora una volta, ormai da quasi mezzo secolo.
Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta
Fiocco è dal latino floccus ‘bioccolo, batuffolo di lana’ (con normale passaggio di fl– a fj-), senso che mantiene anche in italiano, assieme a varie altre accezioni come ‘ciuffo di capelli’ o ‘nastro annodato’, oppure, in alcune regioni, ‘particolare taglio di carne bovina’, e altro ancora. Ci sono poi altri “fiocchi” di diversa origine, come, ad esempio, il fiocco della marina, un ‘tipo di vela’, dall’olandese fok oppure il fiocco ‘flutto’, dall’antico francese floc (dal latino fluctus).
Suggerimento musicale a cura di Matteo Magna
Sfida e adrenalina.
Quando il gioco si fa duro, metti un piede davanti all’altro e vai avanti. Non mollare. E salta
Van Halen – Jump