26 Agosto 2020

Coro

Silvia Ilicini
Coro

Nel Mediovevo compare il termine Schola Cantorum per indicare coloro che cantano, insieme, per accompagnare le solenni celebrazioni papali; uomini giovani e adulti venivano istruiti come musici ecclesiastici con tale finalità.
Nel periodo in cui si assiste alla diffusione del canto gregoriano grazie appunto all’interpretazione che ne viene data dagli uomini del tempo, la musica corale trova anche una sua dimensione al femminile. Nel XII sec., in Renania, spicca ad esempio la figura affascinante di una donna poliedrica e ricca di talenti, Ildegarda di Bingen, monaca benedettina che fu mistica, musicista, teologa, artista e molto altro. Compose opere intrise di polifonia mistica che accompagnarono la vita delle monache all’interno dei monasteri da lei fondati e che venne conosciuta al di là della sua terra.
Accanto poi al canto liturgico, nacque un genere di musica religiosa popolare, creata cioè dal popolo stesso. Le parole del testo non erano più in latino (come per la musica da Chiesa) ma in volgare e potevano più facilmente essere ben comprese da tutti; le laude, un unicum nel panorama della musica religiosa, vera fusione di colto e popolare.
E ancora, contemporaneamente al propagarsi delle varie tipologie di musica corale sacra, esisteva una musica popolare di argomento profano cantata da menestrelli, giullari, attori girovaghi che, anche a più voci, erano usi dilettare feste o banchetti con il racconto poetico-musicale di storie d’amore o gesta cavalleresche.
Il canto corale, in tutte queste sue forme, ha sempre suggestivamente accompagnato i vari momenti della Festa d’Autunno e per la prima volta dovremo ahimè solo immaginare di lasciarci trasportare indietro nei secoli godendo dell’ascolto di voci che armoniosamente si uniscono in musica e parole d’altri tempi.

brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Coro è voce dotta, dal latino chorum, a sua volta dal greco chorós ‘danza circolare’, di origine indoeuropea (e che era stata avvicinata da alcuni a chórtos ‘recinto’). Inizialmente nella Grecia antica designava un ‘insieme di persone che cantano e danzano in circolo’, accompagnati dalla musica e quindi, nella tragedia e nella commedia greca, ‘danzatori e cantori con funzione di commento all’azione’. Da qui risulta più chiaro, ad esempio, il significato di coreutica ‘arte della danza’, da coreuta (khoreuté) che deriva a sua volta da khoreúo, cioè ‘danzo in coro’.

Suggerimento musicale a cura di Francesca Tuscano

Stella splendens (Micrologus)

I cori sono nati per pregare, per dire verità, per dare armonia alla parola. E per insegnare l’ascolto – il dono più raro da condividere. La storia verticale dello spirito è polifonica.

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