02 Novembre 2020

Asta

Marco Bovi
Asta

Maggio. Assisi.
L’azzurro del cielo è segnato da improvvisi lampi colorati. Uno spettacolo, che è ormai tradizione, suscita i sorrisi e gli applausi di un pubblico rapito dal frusciante mescolarsi del bianco rosso e nero dei drappi.
Le bandiere, indiscusse mattatrici, attraggono l’occhio pavoneggiandosi, ma una non meno importante protagonista permette il rinnovarsi di questa magia. Celata agli sguardi, come un timone tra i flutti, disegna le traiettorie lasciando dietro di sé le familiari scie colorate.
Un’anima nera, rigida ed elastica al contempo, una compagna che ogni sbandieratore deve imparare a conoscere e domare. I calli alle mani vi crescono intorno mentre la confidenza prende il posto della prudenza. Un rapporto non sempre semplice, come le cicatrici tra i capelli possono testimoniare, che si affina con gli anni. 
I ricordi si sommano, e che sia il soffice peso sulla spalla durante una sfilata, l’appoggio indolente nelle pause di un afoso pomeriggio estivo o il tendersi al limite prima di un lancio, le sensazioni si fondono in una memoria unica e riconoscibile.
Un qualcosa, che anche a distanza di anni, quando la vita prende altre strade è in grado, con un semplice tocco, di riportarti a quei pomeriggi di prove, o in quei fondi ammuffiti e polverosi tra birre e nastri adesivi, e naturalmente, nelle piazze di tutto il mondo.
Insomma, una semplice asta, ma che è ormai parte di noi.

Asta brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Asta, che nel suo significato più comune designa una ‘pertica di vario materiale che sostiene in cima bandiere, armi, ecc.’, discende dal latino hastam ‘lancia’, voce di origine indoeuropea di discussa etimologia. Una curiosità: asta nel senso di ‘vendita all’incanto’ proviene dalla consuetudine degli antichi Romani di piantare al suolo un’asta nel luogo in cui si svolgeva tale vendita pubblica (sub hasta vendere).

Asta suggerimento musicale a cura di Matteo Magna

Forza e sostegno.
L’asta per lo sbandieratore è come la spada per il cavaliere. La Moresca “Les Buffons”, musicata da Thoinot Arbeau nel 1589 con il titolo di Branle de les Bouffons, è una danza del popolo e non della corte, composta da passi veloci e saltellati, molto impegnativa fisicamente in quanto si richiede resistenza fisica e destrezza nel coordinamento dei colpi di spada.

Baltimore Consort – Branle de les Buffons (Thoinot Arbeau, XVI° sec.)

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