05 Giugno 2020

Campanelle

Giuseppe Di Biagio
Campanelle

A Borgo san Pietro, ogni anno cinquanta giorni dopo la Pasqua, si festeggiava Pasqua Rosa con una solenne celebrazione della messa e la prima Comunione per i bambini della Parrocchia, mentre nella Piazza e lungo le vie del Borgo si svolgeva la tradizionale “Fiera delle campanelle”. Così chiamata perché oltre ad ogni sorta di stoviglie di coccio si vendevano anche le campanelle, e quelle dipinte di bianco venivano simbolicamente offerte ai comunicandi. Ovunque venivano esposti i prodotti in terraglia piatti, pentole, recipienti vari per invogliare i numerosi avventori che erano giunti anche dalla campagna. Questa era l’occasione per godere di una giornata piena di vita e di allegria. Tanta gente si radunava in occasione della fiera per acquistare i vasellami prodotti dai bravi artigiani di Ripabianca. Oltre alle campanelle dipinte di bianco venivano offerte anche quelle in terracotta naturale, ricercate per un motivo ben preciso dagli scapoli e dalle ragazze da marito. Gli scapoli venivano in città a cercare l’anima gemella tra le tante giovani che salivano a loro volta alla fiera in cerca di marito. Le giovani acquistata la campanella giravano tra le bancarelle con calcolata indifferenza così come i giovani, muniti anche loro di campanella. Le prime erano sull’attesa mentre i giovani pronti all’offensiva per frantumare la campanella della giovane con la quale vorrebbe avere la possibilità di una unione futura sempre però che lei avesse accondisceso dopo le schermaglie di rito “de fasse rompe la campanella”. Ovviamente non tutti i tentativi andavano a segno perché se il corteggiatore non era di gradimento lo scopo non era raggiunto. Ma si poteva tentare ancora.

…quando l’amore nasceva anche da una campanella!

brevi note etimologiche di Carla Gambacorta

Campanelle, piccole campane, è diminutivo plurale dell’italiano campana, dal latino tardo campanam, da un originario vasa campana, cioè ‘vasi di bronzo della Campania’, con ellissi di vasa. Sembrerebbe che l’uso delle campane a fini religiosi sia stato introdotto nel V secolo proprio da s. Paolino che fu vescovo di Nola, città di quella regione e luogo in cui presumibilmente vennero fabbricate le prime campane.

L’ascolto musicale
a cura di Umberto Rinaldi

Oggi le campane delle chiese di Assisi, elettrificate e intonate all’Ave Maria, sono tutte inascoltabili. Per niente facile trovare una incisione accettabile in questa epoca cacofonica!

Ascolto: Carillon Ave Maria, presso Museo Veneto delle Campane di Montegalda

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