15 Gennaio 2023

Simic, poeta degli istanti.

Claudio Volpi
Simic, poeta degli istanti.

Charles Simic (1938-2023) era nato a Belgrado, nel 1954 era emigrato negli Stati Uniti. Dopo gli studi alla New York University aveva insegnato letteratura americana e scrittura creativa all’università del New Hampshire, di cui era professore emerito. È morto il 9 gennaio. “I suoi versi sembrano scritti semplicemente per accompagnare le nostre esistenze, per altro così simili, in quello che davvero conta. Più di tutto Simic è un poeta esatto, puntuale, chirurgico. Parla con chiarezza e intelligenza, e dunque con intuito e capacità di penetrazione, ora di questo e ora di quello, senza la pretesa di esaurire attraverso il singolo componimento poetico tutto quanto l’universo mondo. Ciò che davvero gli preme è mettere a fuoco di volta in volta una singola immagine, una ragazza che cammina in un parco, un ragazzo che legge in una biblioteca, un albero, un ricordo d’infanzia, un passaggio di un libro, nel convincimento che la poesia debba anzitutto esprimere la percezione di ciò che è particolare e irripetibile” (R. Galaverni)

Novembre

Le croci che tutti gli uomini e le donne
devono portare nella vita
ancora più visibili
in questa notte buia e piovosa.

Letto adorabile

Amore della mia vita, desidero solo
andare con te a Venezia
dove saresti la mia gondola
e io il tuo gondoliere che canta.

Non c’è niente di più tranquillo.

Della soffice neve che cade
preoccupandosi di ogni fiocco
e assicurandosi
di non svegliare nessuno

Molti zero

Senza voce
l’insegnante si alza
davanti a una classe
di pallidi bambini
dalle labbra serrate.
La lavagna alle sue spalle
tanto nera
quanto il cielo
che dista anni luce
dalla terra.

È il silenzio che
l’insegnante ama,
il gusto dell’infinito
che trattiene.
Le stelle come
Le impronte di denti
sulle matite dei bambini.
Ascoltatelo,
dice felice.

Gli amici di Eraclito

Il tuo amico è morto,
quello con cui
giravi per le strade
a tutte le ore,
parlando di filosofia.
Perciò, oggi sei andato solo,
fermandoti spesso
per scambiarti di posto
con il tuo compagno immaginario,
e ribattere a te stesso
sul tema delle apparenze:
il mondo che vediamo nella testa
e il mondo che vediamo
ogni giorno,
così difficili da distinguere
quando dolore e sofferenza
ci piegano.

Voi due spesso
vi siete fatti trascinare
tanto da trovarvi
in quartieri strani
persi tra gente ostile,
costretti a chiedere indicazioni
proprio sul ciglio
di una suprema rivelazione,
a ripetere la domanda
a una vecchia o a un bambino
che potrebbero essere
entrambi sordi e muti.

Qual era quel frammento
di Eraclito
che stavi cercando
di ricordare
quando sei inciampato
nel gatto del macellaio?
Nel frattempo,
tu stesso ti eri perso
fra la scarpa nera
nuova di qualcuno
abbandonata sul marciapiede
e il terrore improvviso
e l’ilarità alla vista
di una ragazza abbigliata
per una notte di ballo
che sfreccia sui pattini

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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