11 Dicembre 2022

Guido, i’ vorrei…
Dante in Love

Claudio Volpi
Guido, i’ vorrei…<br>Dante in Love
Dante e Beatrice - olio su tela - Henry Holiday

Forse la più bella poesia mai scritta sull’amicizia questa di Dante ‘Guido, i’ vorrei che tu Lapo ed io’, dal fascino unico, incantatorio. ‘Guido, i’ vorrei’ esprime un desiderio. Un sogno ad occhi aperti. Come ne fioriscono soltanto nella giovinezza, che è una forma di follia chimica, come scrisse Scott Fitzgerald, che se ne intendeva. Tutti noi l’abbiamo provata. Chi ama la giovinezza non può non trovarne l’essenza in questo testo scritto da un poeta sette secoli fa. Il sonetto glorifica l’amicizia come è vissuta in una giovinezza eterna, coniugandola con i temi della magia, del viaggio, della complicità, dell’amore, della corresponsione tra amanti: di ciò che rendeva allora, il XIII secolo, e nonostante tutto rende ancora oggi, il XXI secolo, meno infernale la vita umana (G.Conte).  E poi, la donna e l’amore, in un altro sonetto famosissimo di Dante ‘Tanto gentile e tanto onesta pare’. Che cosa ha questa poesia di ineguagliabile? La sua musica definitiva, semplice, assoluta, che mette in scena il miracolo: l’apparizione sulla terra di un essere che ha tutte le virtù, che ha tutta la bellezza, che attraverso il cuore dà al cuore tutta una inesprimibile dolcezza, e ha sulle labbra uno spirito d’amore che non suscita nell’anima desideri ma sospiri. Quante volte abbiamo declamato queste poesie quando eravamo giovani e belli per stregare in qualche modo le nostre dame…

1

Guido, i’ vorrei che tu Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;
sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di star insieme crescesse il disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numero de le trenta
con noi ponesse il buon incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascun di lor fosse contenta
sì come credo che saremo noi.

2

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta
e gli occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per gli occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no lla può chi no lla prova;
e par che della sua labbia si mova
uno spirito soave e pien d’amore,
che va dicendo all’anima: Sospira.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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