30 Ottobre 2022

La Poesia vive, dunque.

Claudio Volpi
La Poesia vive, dunque.

Dal Corriere Della Sera di Giovedì 27 Ottobre 2022: “Credo che la poesia provenga da una certa area del cervello che sta a metà tra quella della musica e quella della parola. Perché suona. È una parola che suona. Ma in un modo tutto suo” (Patrizia Cavalli). La poesia vive in questi anni una seconda giovinezza: si moltiplicano reading e spettacoli di poetry slam, i social network sono diventati terreno di condivisione che genera casi letterari, seguiti anche dai più giovani. Solo un anno fa, la Cnn annunciava la nuova Golden Age della poesia, e nello stesso periodo Amazon Prime Video lanciava negli Usa la prima serie dedicata alla poetessa Rupi Kaur, regina di Instagram da 4,5 milioni di follower. “C’è una grande fame di poesia, come balsamo che alimenta una parte di noi denutrita, rinsecchita-ha spiegato in una recente intervista Mariangela Gualtieri, poetessa cesenate proiettata sul palco di Sanremo da Jovanotti. In un panorama in cui la lingua è impoverita, la poesia è una forza che può mettere in moto un cambiamento interiore, e questo è il primo passo verso un agire meno distruttivo e più compassionevole. Si calcola siano 3 milioni i connazionali che scrivono poesie. La poesia vive, dunque.  (Luca Zanini). La poesia vive dunque tra di noi, e anche questa domenica la celebriamo con tre mostri sacri, Attilio Bertolucci, Eugenio Montale, Anne Sexton, certi che qualche loro verso arriverà ai nostri cuori.

Sarà stato, una sera d’ottobre,
l’umore malinconico dei
trentotto
anni a riportarmi, città,
per i tuoi borghi solitari in
cerca
d’oblio nell’addensarsi
delle ore ultime,
quando l’ansia della mente
s’appaga di taverne sperse,
oscure
fuori che per il lume tenero
di questi vini deboli del piano,
rari uomini e donne stanno intorno,
i bui volti stanchi, delirando
una farfalla nell’aspro silenzio.
Non lontano da qui,
dove consuma
una carne febbrile la tua gente,
al declinare d’un altro anno,
fiochi,
nella bruma che si solleva
azzurra
dalla terra, ti salutano i morti.
O città chiusa d’autunno,
lascia
che sul fiato nebbioso dell’aria
addolcita di mosti risponda
in corsa la ragazza attardata
gridando, volta in su di
fiamma
la faccia, gli occhi viola
d’ombra.

                                  Attilio Bertolucci

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
a rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni,
un po’ smemorata, come tu
sarai allora.

                                  Attilio Bertolucci

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effige
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma…

                                                          Eugenio Montale

State attenti alle parole

State attenti alle parole,
anche a quelle miracolose.
Per le miracolose facciamo del
nostro meglio,
a volte sciamano come insetti
e non lasciano una puntura
ma un bacio.
Possono essere buone come dita.
Possono essere sicure come la roccia
su cui incolli il culo.

Ma possono essere margherite
e ferite.
Io sono innamorata delle parole.
Sono colombe che cadono dal tetto.
Sono sei arance sacre
sedute sul mio grembo.
Sono gli alberi, le gambe
dell’estate,
e il sole,
il suo volto appassionato.

Ma spesso non mi bastano.
Ci sono così tante cose
che voglio dire,
tante storie, immagini,
proverbi, ecc…

Ma le parole non sono
abbastanza buone,
quelle sbagliate mi baciano.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali di un passero.

Ma cerco di averne cura
e di essere gentile con loro.
Le parole e le uova devono
essere maneggiate con cura.
Una volta rotte sono cose
impossibili da aggiustare.

                                    Anne Sexton

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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