27 Gennaio 2022

§20 – Un viaggio a Roma

Maceo Angeli
§20 – Un viaggio a Roma

Leggi la nota introduttiva

Il giorno dopo partii per Roma, per fare rifornimento di colori, cosa che feci in via del Corso Umberto[1], esattamente alla coloreria di S. Carlo, e quel pacco di colori li stringevo forte, nella speranza che mi avrebbero portato a qualcosa di buono.
Per il dormire mi accontentai di una modesta cameretta, mentre per mangiare andavo a una di quelle trattorie in una via che conduceva a Piazza S. Giovanni, assai modesta, ma il cibo era buono. Fuori della porta d’ingresso c’era un poveraccio paralizzato, giacente in una rudimentale carrozzella che chiedeva l’elemosina ai passanti. Mi fece tanta pena a vederlo ridotto [22q] così malandato. Aveva con sé un pappagallino ammaestrato che estraeva da una gabbia dei bigliettini con dei numeri del lotto. Io mi frugai in tasca e gli donai cinque lire, erano tante per lui particolarmente, e cercò di darmi uno di quei biglietti estratti dal pappagallino; io rifiutai quel biglietto, ma quel poveretto mi disse che il biglietto me lo avrebbe estratto con le sue mani dal cassettino della gabbia, e che l’avrei dovuto giocare.
Ci salutammo, ed io mi recai dalla parte opposta di Roma, a San Pietro, a vedere i musei.
Entrato nei musei non pensai più al biglietto e fino verso le cinque, ora di chiusura (tanto ero stato nel museo), uscii per tornarmene verso la zona di S. Giovanni. Appena la piazza S. Pietro, imboccando la via che conduce al Tevere, mi ricordai del biglietto da giocare al lotto, ma arrivato alla ricevitoria al principio della via mi avvicinai e tentai di giocare, ma ahimè stavano chiudendo, e il botteghino del lotto non volle farmi la giocata. Pazienza.
Il giorno dopo era di sabato: per pura curiosità (perché non ci pensavo più di tanto) volli sapere che numeri erano usciti. Con mia meraviglia mi accorsi che era uscito un terno che avevo sul bigliettino, ma non lo avevo giocato. Pazienza, io c’ero abituato alle fregature e non ne feci un dramma: i numeri erano sette, quarantasette e novanta.
[23q] Dopo aver bighellonato per Roma e gustato delle sue bellezze, via di nuovo a Terni.


[1] Quello che era allora Corso Umberto I, a Roma, si chiama ora via del Corso.

Edizione a cura di Francesco Lampone

Il prossimo capitolo del memoriale verrà pubblicato
giovedì 3 Febbraio 2022:

A ORVIETO APPRENDISTA CERAMISTA

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