06 Settembre 2026

Se potessi accarezzarti ora.

Claudio Volpi
Se potessi accarezzarti ora.
Virgilio Guidi 'Adriana che dorme' - 1928.

“Cerco nella vita degli altri l’emozione che ci fa vibrare insieme”, “La Poesia è prima di tutto umanità”.  Due poesie di Beatrice Zerbini.

 

1

Se potessi accarezzarti ora

lo farei con le spiagge

di sabbia,

distesa sulle tue braccia,

mi incresperei,

tiepida come settembre;

lo farei con il vento:

potente sulle tue clavicole,

sul collo e al centro

del nodo della gola:

lo slaccerei;

maestrale sui tuoi fianchi.

 

Se potessi accarezzarti ora,

lo farei con l’azzurro dei cieli

fra i capelli e verde

ti entrerei negli occhi,

come un prato a toccarti

fino a fiorire;

 

ti accarezzerei, da dentro,

sotto la pelle,

come un sangue

che scorre senza vene;

 

come un paese,

disabitata sarei così leggera,

appoggiata sulle tue guance

e userei il grano

nei campi lontani

per i lobi

delle tue orecchie;

 

se potessi farlo ora,

lo farei con la calma

del lago e prenderei

un concerto di piano

per suonartelo adagio

sul bruciare della fronte;

 

se potessi riempirti ora

di carezze

lo farei con i respiri tesi

di una platea,

e profonda come

un loggione.

 

Altro non saprei fare

le mani tremano

se solo penso di sfiorarti.

 

2

Ti chiedo scusa

se qualche volta

non riesco

ad essere felice;

 

eppure ho un piccolo

appartamento

che raggiungo sui

miei piedi

e alla fine,

per la strada,

trovo quasi sempre

da parcheggiare,

da salutare,

da sollevare

verso una fronda gli occhi,

a ritagliare un cielo,

come un sospiro

a rendere;

 

i miei cani

vivono

ancora

e mi festeggiano

come fossi un’altra,

una brava padrona;

 

ho un lavoro,

non ho mali,

che io sappia

e anche se fosse

al  momento io

sono la prova

che non sono  mortali;

 

ho una speranza,

un progetto,

ho coscienza dell’amore

adesso,

ho decenze

per non piangermi addosso,

ho amicizie che

mi lasciano da sola

alcune volte,

ma mai

quando sto male;

 

e il passato,

mi hanno detto

e l’ho imparato,

non esiste;

 

scusa se

qualche volta

non sono felice

mi trascino

un vecchio lutto

scioccamente

 

ma se quelle volte

rileggessi,

cancellerei,

ti giuro,

tutto,

mi stupirei

di averlo detto.

 

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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