Oggi due intense poesie di Cesare Pavese.
L’amore disperato verso tutte le cose
Ascolteremo nella calma stanca
la musica remota
della nostra
tremenda giovinezza
che in un giorno lontano
si curvò su sé stessa
e sorrideva
come inebriata
dalla troppa dolcezza
e dal tremore.
Sarà come ascoltare
in una strada
nella divinità
della sera
quelle note
che salgono slegate
lente
come il crepuscolo
dal cuore
di una casa solitaria.
Battiti della vita,
spunti senz’armonia,
ma che nell’ansia tesa
del tuo amore
ci crearono,
o anima,
le tempeste
di tutte le armonie.
Chè da tutte le cose
siamo sempre fuggiti
irrequieti e insaziati
sempre portando nel cuore
l’amore disperato
verso tutte le cose.
I gatti lo sapranno
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito
o un passo.
Ancora la brezza
e l’alba
fioriranno leggere
come sotto
il tuo passo,
quando
tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno
altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole,
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera
e la pioggia leggera,
l’alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più
non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci
e risvegli.
Soffriremo nell’alba,
viso di primavera.
… dedicato a una madre, che come Simeone nel famoso cantico, ha chiesto e ottenuto di essere lasciata andare per sempre in pace…