30 Agosto 2026

L’oblio che saremo…

Claudio Volpi
L’oblio che saremo…
Caspar David Fredrich - L'ingresso del cimitero - 1825 circa.

“Medellin, 25 agosto 1987: Hector Abad Gomez, medico, professore dell’Università e presidente del comitato per i Diritti Umani, viene trucidato per strada dagli squadroni della morte colombiani. Aveva dedicato la propria vita alla difesa dell’uguaglianza sociale, ai diritti, all’istruzione e alla salute degli esclusi in un Paese stretto nella morsa di narcotrafficanti e di politici reazionari. Vent’anni dopo, Hector Abad, suo figlio, decide di provare a raccontarne la vita, e contemporaneamente la propria infanzia e formazione, fino a quel terribile epilogo, facendolo con passione e affetto, commuovendo senza retorica, con indignazione ma senza invocare vendetta”. Quando lo uccisero il padre aveva in tasca una poesia di Borges, che si intitola Epitaffio.

 

Epitaffio

Noi siamo già

l’oblio che saremo.

Polvere elementare

che ci ignora

e che fu il rosso Adamo,

e che è ora,

tutti gli uomini,

e che non vedremo.

 

Già siamo nella tomba

le due date

dell’inizio e della fine.

La cassa,

l’oscena corruzione

e il sudario,

i riti della morte,

ed i lamenti.

Non son io l’insensato

che s’afferra

al magico concento

del suo nome.

E con speranza

a quell’uomo penso

che non saprà che fui

su questa terra.

Sotto l’indifferente

blu del Cielo

questa meditazione

ci consola.

 

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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